Cadavere trovato in un bosco a Genova, è il 32enne scomparso a giugno a Reggio Emilia
Si tratta del 32enne Kante Jean Amadou Dia l’uomo trovato senza vita in un bosco a Ronco Scrivia, nella città metropolitana di Genova. Lo hanno confermato le analisi genetiche effettuare dal Ris di Parma incaricato dalla Procura genovese di accertare l’identità della vittima rinvenuta per caso nel settembre scorso in una zona boscosa ormai in avanzato stato di decomposizione. L’uomo era sparito all’inizio dell’estate scorsa dopo essersi allontanato da casa a Reggio Emilia dicendo di volersi recare a Piacenza dove però infine è spirito senza lasciare traccia.
Secondo quanto racconto dai familiari, l’operaio 32enne di origine senegalese aveva detto ai parenti di volersi trasferire a Piacenza per lavoro ed era uscito di casa il 25 maggio senza farvi più ritorno. Nei giorni seguenti avevano provato a contattarlo al telefono ma era stato vago. L'ultimo contatto risalirebbe al 31 maggio quando aveva risposto via messaggio ai familiari, poi di lui più nulla. La denuncia di scomparsa alle forze dell’ordine era arrivata a luglio quando i famigliari, impensieriti per la sua sorte dopo che il telefono è risultato irraggiungibile, avevano lanciato anche diverse appelli attraverso l'associazione Penelope che si occupa di scomparsi.
Le ricerche nel Piacentino non avevano dato alcun esito e del 32enne non si era saputo più nulla fino al macabro rinvenimento del 9 settembre scorso nei boschi liguri. Un cercatore di funghi si era imbattuto nel cadavere e aveva avvertito i servizi di emergenza. Non era stato possibile identificare subito il corpo a causa dello stato di conservazione della salma che era in stato avanzato di decomposizione. I successivi rilievi hanno confermato in effetti che era morto da uno o due mesi.
Dai rilievi sul posto, i sospetti si erano poi indirizzati proprio sul 32enne scomparso da Reggio Emilia a causa di alcuni rinvenimenti. Nell’area in cui è stato trovato il cadavere, infatti, era stato trovato anche uno zaino con alcune bottiglie di superalcolici, confezioni di psicofarmaci e un telefono cellulare. Indizi che portavano a Kante Jean Amadou Dia che in passato era stato seguito anche dal centro di salute mentale di Reggio Emilia.
Per avere la certezza sono state necessarie però le analisi forensi disposte dalla Procura di Genova che hanno dato esito positivo. I familiari, assistiti dall'avvocata Barbara Iannuccelli, sono stati informati ma le indagini proseguono per capire come il 32enne sia arrivato sul posto e come sia morto. Il pm Giuseppe Poletti a questo proposito ha disposto l'autopsia per risalire alle cause del decesso: l’esame post mortem programmato per il 10 novembre sarà seguito dal medico legale Francesco Ventura incaricato dalla Procura.