Ipermercato al posto di un bosco a Reggio Emilia: i giudici fermano le ruspe, ma gli alberi sono già stati abbattuti

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Qui fino a pochi giorni fa sorgeva un bosco: alberi abbattuti per fare spazio all'ennesimo ipermercato
Il Consiglio di Stato ha ordinato lo stop all’abbattimento di alberi a Bosco Ospizio, nel cuore di Reggio Emilia, area verde dove dovrebbero sorgere un nuovo supermercato Conad e un parcheggio con oltre 600 posti auto. La decisione dei giudici arriva però tardi: negli ultimi giorni infatti decine di alberi sono stati già abbattuti dalle ruspe.

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Gli attivisti che da mesi si battono a Reggio Emilia contro l'abbattimento del Bosco Ospizio per fare posto all'ennesimo ipermercato hanno "vinto", almeno per ora. Nonostante nelle ultime settimane le ruspe abbiano trasformato quell'area verde di quattro ettari e mezzo in un "deserto", sradicando centinaia tra alberi e arbusti e allontanando o uccidendo numerosi animali che la abitavano, il Consiglio di Stato ha ordinato lo stop ai lavori.

Con un'ordinanza emessa ieri, giovedì 8 ottobre, il Consiglio di Stato ha accolto l'appello cautelare presentato da alcuni cittadini e da Legambiente Reggio Emilia contro il Comune. I giudici hanno riformato la precedente decisione del Tar di Parma, che aveva respinto la richiesta di sospensiva, disponendo lo stop all'abbattimento di ulteriori alberi. Una decisione che arriva quando, però, gran parte degli interventi di taglio è già stata eseguita. Il ricorso era stato presentato da Silvia Benedetti, Francesco Magrini, Francesca Cerviotti, Stefano Roggiero e Legambiente Reggio Emilia, assistiti dall'avvocato Cristian Immovilli. Nel procedimento sono coinvolti anche Conad Centro Nord e la Provincia di Reggio Emilia, mentre Lndc Animal Protection è intervenuta a sostegno dei ricorrenti.

Il Consiglio di Stato: "Stop ad ulteriori abbattimenti" nel Bosco Ospizio

Nell'ordinanza il Consiglio di Stato sottolinea la necessità di approfondire le questioni sollevate dagli appellanti e ritiene prioritario, in questa fase, preservare la situazione esistente, evitando ulteriori abbattimenti. La decisione non entra ancora nel merito della legittimità degli atti contestati, che sarà valutata successivamente. I giudici hanno inoltre disposto che il Tar fissi con priorità l'udienza di merito. Per gli ambientalisti arriva dunque un primo risultato sul piano giudiziario, anche se la sospensione interviene quando il bosco è già stato quasi interamente abbattuto: nelle ultime settimane infatti le ruspe hanno lavorato alacremente, nonostante le proteste di molti cittadini decisi a preservare il bosco.

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Molti attivisti hanno tentato di fermare le ruspe nelle ultime settimane

La battaglia per salvare un bosco dal cemento a Reggio Emilia

Il "Bosco Ospizio" – o quello che ne rimane dopo i lavori degli ultimi giorni – sorge su un terreno di proprietà di Conad Centro Nord. Nel corso degli anni, l'abbandono dell'area aveva permesso alla natura di rigenerarsi spontaneamente, creando un ecosistema urbano ricco di biodiversità, situato in un quartiere popolare ad alta densità abitativa. Per salvare l'area verde, l'Assemblea del Bosco Ospizio aveva presentato proposte alternative, suggerendo una permuta per spostare il progetto del supermercato in una zona già urbanizzata, e la riqualificazione dell'ex manicomio di San Lazzaro per ospitarvi i servizi pubblici previsti. Tuttavia, la scorsa settimana le istituzioni e la proprietà hanno dato il via libera all'inizio dei cantieri, scatenando le proteste di molti cittadini, culminate in presidi e tensioni all'arrivo delle ruspe.

Nell'area del bosco specie di pipistrelli vulnerabili e alberi monumentali

La distruzione del bosco non ha comportato solo la perdita di alberi, ma l'alterazione di un complesso ecosistema. Un'indagine speditiva sui pipistrelli condotta dalla Stazione Teriologica Piemontese nel settembre 2026, su richiesta dei comitati ambientalisti, ha rilevato la presenza di almeno nove specie nell'area. Tra queste, alcune sono considerate vulnerabili o in pericolo, come il Rhinolophus hipposideros e il Rhinolophus ferrumequinum, specie inserite negli allegati II e IV della Direttiva Habitat dell'Unione Europea. La relazione sottolinea che queste specie dipendono da habitat boschivi per il foraggiamento e avverte: "Bosco Ospizio è (era?) idoneo a svolgere la funzione di area di foraggiamento sia per R. hipposideros, che è in grado di cacciare all'interno dei boschi, sia per R. ferrumequinum, che caccia preferenzialmente lungo i margini delle formazioni arboree". L'indagine evidenzia, inoltre, una lacuna nelle valutazioni preliminari: "Prima dell'operazione di abbattimento degli alberi del 2 ottobre, condotta con ruspe, non risulta che sia stata verificata la presenza o assenza di chirotteri negli alberi oggetto dell'intervento".

Un'ulteriore perdita potenziale riguarda la componente arborea. Il perito agrario Davide Mattioli ha segnalato al Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) e alle autorità locali la presenza di un esemplare eccezionale di Prunus cerasifera var. Pissardii, noto come "cagnetto rosso". L'albero, con una circonferenza di 286 centimetri, "supera ampiamente le soglie dimensionali previste sia dalla Regione Emilia Romagna che dal Ministero" per la classificazione come albero monumentale. Mattioli ha sottolineato l'importanza ecologica dell'esemplare, che "ospita diverse cavità, tra cui fori di Picchio, che lo elevano ad importante Albero habitat".

A seguito della segnalazione, il MASAF, con una nota del 6 ottobre 2026, ha chiesto al Comune di Reggio Emilia di "procedere alla valutazione del rilevante esemplare di Prunus cerasifera var. Pissardii, al fine di verificarne la rispondenza alle caratteristiche previste per l'eventuale riconducibilità alla categoria degli alberi monumentali d'Italia (AMI)". Il Ministero ha evidenziato "il rischio che possa essere interessato dagli interventi di abbattimento in corso nell'area", invitando le autorità a sottoporlo "alle procedure di verifica e valutazione previste dalla normativa, prima di qualsiasi operazione che possa comprometterne la conservazione". Mattioli, nella sua segnalazione, ha inoltre contestato le valutazioni tecniche presentate dalla proprietà, che definivano gran parte delle piante come "senescenti", avvertendo: "Molto spesso, sono gli alberi maturi e senescenti, ad assumere tale ruolo chiave. È inaccettabile che ancora non se ne dia sufficientemente risalto, dunque tutela". Ha infine segnalato la presenza nel bosco di specie floreali protette dalla Regione, tra cui le orchidee Ophrys apifera e Cephanthera damasionium.

Si attende ora l'udienza di merito al Tar. La sospensione dei lavori disposta ieri dal Consiglio di Stato frena le ruspe, ma il danno ecologico a Bosco Ospizio, come documentato dalle relazioni tecniche, appare già in gran parte irreparabile.

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