Bruno Segre, partigiano morto a 105 anni. L’intervista inedita a Fanpage: “Mai arreso alle dittature”

Muore nella sua casa di Torino Bruno Segre, 105 anni, nato il 4 settembre 1918 e protagonista della Resistenza a Torino e in Piemonte. Avvocato, giornalista, attivista per i diritti civili. In questa intervista inedita raccolta poche settimane prima della sua morte, Bruno Segre racconta della dittatura fascista, della Resistenza e della Liberazione.
A cura di Gianluca Orrù
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Bruno Segre
Bruno Segre

La sua casa nella periferia sud di Torino è molto grande e completamente invasa dai libri. Ci sono onoreficenze, fotografie con grandi personaggi italiani del dopoguerra, giornali e progetti ancora da portare avanti. Bruno Segre ha incontrato Fanpage.it nel tardo autunno del 2023, poche settimane prima della sua morte, avvenuta proprio nel Giorno della Memoria, il 27 gennaio 2024.

Segre dice di sè di essere "figlio di una cattolica e di un ebreo, entrambi non praticanti". È seduto sul balcone dell'ottavo piano del grande condominio, prende il sole e consuma una tisana rossa speziata, ha una mente lucidissima e ricorda con precisione la progressiva fascistizzazione italiana."Hanno introdotto il crocifisso nel 1924. Fu una cosa assolutamente ridicola che io combatto tutt'ora, per quanto possibile. Ricordo poi nel '26 un bivacco dei Carabinieri che stavano lì vigilando attorno alle mura dell'edificio di un giornale, annerito dalle fiamme, che i fascisti avevano appiccato per odio verso la stampa considerata antifascista. Ma fu solo quando Mussolini soppresse il Parlamento e i deputati furono emarginati o in esilio, che ci rendemmo conto di essere in una dittatura vera e propria, nel senso che nessuno aveva il diritto di espressione della massima libertà".

Un dettaglio della casa di Bruno Segre.
Un dettaglio della casa di Bruno Segre.

"Vivere sotto la dittatura è molto difficile. Io poi sono sempre stato uno spirito ribelle, non mi sono mai arreso alle dittature, ai nemici della libertà, ai razzisti, ai fanatici della religione e della politica".

Finito due volte in galera, la prima nelle Carceri Le Nuove per aver imbrattato un muro con una scritta contro il Re nel 1942, la seconda per essere stato trovato in possesso di documenti falsi nel 1944, Bruno Segre è stato un partigiano e, alla fine della guerra un attivista per le libertà.

La casa piena di libri di Bruno Segre
La casa piena di libri di Bruno Segre

Ricorda ancora commosso i bombardamenti su Torino subito dopo l'8 settembre, quando Badoglio dichiaro la resa dell'Italia agli alleati anglo americani: "Il primo bombardamento a Torino avvenne il giorno dopo la dichiarazione di guerra. Improvvisamente un aereo francese colpì 18 persone, in via Priocca. Una notte vidi un bombardamento di Torino che distrusse la casa mia, furono gravissimi i danni. Molti furono colpiti dal fosforo delle bombe, bruciarono, si rotolarono sul prato del Valentino. Uno spettacolo terribile. Molti morirono così. Bombardamenti inglesi".

Uno dei molti encomi che ha ricevuto Bruno Segre.
Uno dei molti encomi che ha ricevuto Bruno Segre.

Con il nome di battaglia "Elio", Bruno Segre fu partigiano nelle formazioni che diedero battaglia ai nazifascisti a Caraglio e Cuneo. Dopo la guerra la sua attività di avvocato, di scrittore e di giornalista gli è valsa molti premi ed encomi.

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