Bruciano le schede elettorali contro il caro carburante, a Davoli in piazza anche i bambini: “Non molliamo”

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Davoli, le proteste
Terzo giorno di proteste contro il caro carburante a Davoli, nel Catanzarese, dove il presidio sulla SS 106 va avanti senza sosta. In piazza sono arrivati anche bambini e insegnanti delle scuole del comprensorio. I manifestanti hanno bruciato simbolicamente alcune schede elettorali e una delegazione è stata ricevuta in Prefettura.

Le schede elettorali date alle fiamme come gesto simbolico contro la politica, i trattori schierati sulla Statale 106 e, questa volta, anche i bambini delle scuole del territorio accanto agli agricoltori e agli autotrasportatori. A Davoli, nel Catanzarese, continua il presidio contro il caro carburante e più in generale contro l'aumento dei costi che, secondo i manifestanti, sta mettendo in difficoltà aziende e famiglie.

La protesta è iniziata in Calabria il 28 settembre in diversi punti della regione. A Davoli il presidio è diventato permanente e nelle ultime giornate ha provocato rallentamenti e disagi lungo la SS 106, una delle principali arterie della costa ionica. Agricoltori, allevatori, autotrasportatori, pescatori e altri lavoratori chiedono interventi sul costo del carburante e sulle spese di produzione.

Davoli, anche i bambini in strada: "Vivono il disagio nelle loro famiglie"

Nella terza giornata di mobilitazione, al presidio sono arrivati anche bambini e insegnanti delle scuole del comprensorio. Una presenza che ha assunto un significato particolare per i manifestanti, perché il caro vita viene indicato come un problema che non riguarda soltanto le imprese.

"La nostra scuola è improntata alla sensibilità e alla solidarietà – spiega la docente Romilda Curcio, riporta Catanzaro Channel -. In particolare questo problema ci tocca perché la maggior parte dei nostri genitori sono agricoltori quindi va da sé che anche i nostri alunni ne risentono del caro vita. Sono convinta che tutti dovrebbero essere in piazza, perché quello che sta succedendo non è una cosa che riguarda solo loro".

Curcio racconta anche le conseguenze che l'aumento dei costi avrebbe sulle famiglie: "I bambini sono consapevoli di cosa sta accadendo perché purtroppo vivono il disagio all'interno delle loro famiglie, dove diventa anche impossibile comprare uno zaino nuovo o il materiale scolastico, visto che i guadagni si sono dimezzati completamente per il caro benzina".

Al presidio è arrivato anche Antonio Zangari, imprenditore agricolo di Polistena conosciuto come il "gigante buono". Ha raggiunto Davoli per unirsi a una mobilitazione che, secondo i partecipanti, va oltre i confini del singolo territorio.

"Da Rosarno a Davoli perché Rosarno, Davoli e tutti gli altri sit in che ci sono in Calabria e in Sicilia stanno portando avanti un'unica battaglia, siamo tutti uniti, non c'è differenza tra Davoli, Rosarno", ha detto Zangari. "Tutto questo serve, anche se non dovevamo essere qua oggi perché la politica doveva prendere provvedimenti prima di arrivare qua".

La protesta continua e arriva in Prefettura a Catanzaro

I manifestanti hanno annunciato di voler proseguire il presidio fino a quando non arriveranno risposte concrete. La mobilitazione ha già avuto ripercussioni sulla viabilità della zona e nelle giornate precedenti aveva coinvolto anche altri punti della Calabria, da Rosarno a Pizzo, fino alle aree interessate dall'A2.

Nel frattempo, le richieste di chi protesta sono arrivate alla Prefettura di Catanzaro. Una delegazione del presidio è stata ricevuta oggi dal prefetto Clemente Di Nuzzo, che ha raccolto le istanze dei manifestanti e si è impegnato a trasmetterle ai livelli centrali competenti. Il prefetto ha inoltre richiamato i partecipanti alla necessità che le iniziative si svolgano nel rispetto della legalità e senza conseguenze sulla sicurezza e sui servizi per la collettività.

"È il terzo giorno, siamo stremati, però siamo consapevoli che è per una giusta causa", ha raccontato Vittorio Procopio, tra i promotori del presidio. "Qualcosina si sta muovendo perché abbiamo avuto un contatto dalla parte della Prefettura, hanno chiesto di incontrare una delegazione per esporre le nostre problematiche al Prefetto".

Procopio assicura che la protesta non si fermerà senza risposte:

Noi non molleremo assolutamente. Prima di mollare ci vogliono i risultati, le chiacchiere stanno a zero, le promesse anche, molleremo quando ci diranno faremo questo o faremo quest'altro, altrimenti continueremo ad oltranza".

Per i prossimi giorni sono attesi anche i sindaci del comprensorio al presidio di Davoli. La mobilitazione, intanto, prosegue in altri territori calabresi e gli organizzatori hanno già annunciato nuove iniziative regionali.

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