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6 Maggio 2020
15:57

Brasile, il nuovo epicentro del Coronavirus nel mondo

Lo studio, citato da O Globo e presentato sul portale Covid-19 Brasil, porta alla luce “analisi ritardate e sottostime” da parte del Governo. Stando ai ricercatori, l’85% degli infetti non compare nelle statistiche del Paese.
A cura di Biagio Chiariello
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Uno studio condotto da ricercatori indipendenti indica il Brasile come il nuovo epicentro mondiale del coronavirus. Secondo l’analisi, entro il 4 maggio, il Paese aveva tra 1,3 e 2 milioni di casi confermati di malattia, più di quello registrato negli Stati Uniti, attuale epicentro, con 1,2 milioni di casi, secondo il monitoraggio dell’Università Johns Hopkins. Lo studio, citato da O Globo e presentato sul portale Covid-19 Brasil è stato portato avanti sulla base di modelli matematici basati sul tasso di letalità della Corea del Sud, uno dei pochi paesi che è riuscito a eseguire test di massa e a contenere l’epidemia. Si stima che il Brasile abbia già avuto tra le 10.000 e le 12.000 morti per coronavirus.“Il Brasile è oggi il centro dell'epidemia nel mondo. Risultati ritardati e sottostime ci portano a gestire numeri che sono lontani dalla realtà. Non riusciamo a gestire la pandemia. Quello che stiamo facendo è solo trattare i casi di ricovero, ma senza uno scenario predittivo", ha spiegato il professor Domingos Alves, della Ribeirão Preto School of Medicine dell'Università di San Paolo (USP), che fa parte del team del portale Covid-19.

L'85% degli infetti non compare nelle statistiche del governo

Ufficialmente, secondo i dati diffusi dal Ministero della Salute lunedì 4 maggio, il Brasile ha 107.780 casi e 7.321 decessi causati dal virus. Ma sempre secondo il governo, 1.427 morti rimangono sotto inchiesta. Il ministero ha specificato che solo ai pazienti ricoverati è stato effettuato un tampone per accertarne la positività. I casi asintomatici o le persone con sintomi lievi non sono stati sottoposti a nessun tipo di test e, pertanto, non vengono considerati dal report. “La media a a livello globale di pazienti ricoverati in ospedale per il Covid-19 è circa il 15%. Se oggi abbiamo 107 mila di casi riportati nel bollettino ufficiale e sappiamo che, a causa della mancanza di test, vengono testati solo i ricoverati, non è difficile concludere che l'85% delle persone infette da Covid-19 non compaia nelle statistiche. Questo se prendiamo in considerazione solo le dichiarazioni del governo stesso. Sappiamo, tuttavia, che i numeri sono ancora più alti”, spiega Domingos Alves.

San Paolo e Rio de Janeiro le più colpite

A San Paolo è concentrata la maggior parte dei casi (32.187) e dei morti (2.654) secondo il Ministero della Salute. Secondo il Portale Covid-19, il totale effettivo dei casi varia tra 421,7 mila e 650,9 mila. Rio de Janeiro, che è al secondo posto nel paese, ha 11.721 casi e 1.065 decessi registrati ufficialmente. La stima, tuttavia, indica tra 152,3 mila e 244 mila casi fino al 4 maggio. “Ciò che ci preoccupa di più oggi è il numero di casi che si verificano nelle città dell’entroterra, con un'infrastrutture molto più piccole di quelle nelle metropoli. Qui ci sono numeri che possono sfuggire al controllo dei gestori statali. Ciò che la gente non sta prendendo in considerazione è che il ritardo di misure più rigide, la mancanza di gestione della pandemia, significano vite che potevano e che potrebbero essere salvate ” aggiunge l’esperto.

Distanziamento sociale e lockdown in Brasile

In Brasile il distanziamento sociale è più ridotto rispetto al resto del mondo (è del 50%, la media è del 70%). Tuttavia, le statistiche mondiali mostrano che le misure di lockdown praticate nel Paese hanno ridotto il numero di morti, il che potrebbe essere ancora più allarmante. "Stimiamo che il numero delle vittime sarebbe stato di 3 / 4 volte superiore se non avessimo questo livello di isolamento", spiega Alves. Secondo il ricercatore, al momento l’ipotesi di rendere più flessibile la circolazione delle persone è da escludere. Al contrario, gli studiosi del portale Covid-19 ritengono che, al fine di prevenire un numero ancora maggiore di decessi, il lockdown dovrebbe essere adottato quando i posti letto degli ospedali nelle capitali sono al 70% – o al 60% nel caso delle città interne, che hanno meno infrastrutture sanitarie. A San Paolo, il tasso di occupazione dei letti attualmente supera già l'80%. A Rio, l'indice è già superiore al 90%.  "Se siamo severi adesso, forse tra un mese potremo rilassarci come già sta accadendo in Portogallo, Nuova Zelanda e Germania. In caso contrario, vedremo scenari sempre più simili a quelli negli Stati Uniti e in Ecuador, con molti morti a casa a causa della mancanza di cure”.

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