La Polizia di Stato, coordinata dalla procura Antimafia di Venezia, ha eseguito un provvedimento di fermo nei confronti di una persona gravitante nell'area anarchica: l'uomo è ritenuto gravemente indiziato di essere uno di coloro che hanno posizionato la bomba presso la sede della Lega a  Villorba (Treviso) il 12 agosto scorso. Il provvedimento della Procura Distrettuale di Venezia, ed eseguito dalla Digos lagunare con il supporto della Direzione centrale polizia di prevenzione, è già stato convalidato dal gip di Brescia, dove è stato eseguito il fermo.

L'ordigno è esploso nell'agosto scorso davanti alla storica sede del Carroccio, in via Fontana 45, a Villorba, e non  ha provocato ingenti danni né feriti. Nonostante ciò secondo la Procura che fin da subito si è messa sulle tracce dei responsabili si è trattato di un atto terroristico. Accanto alla bomba carta esplosa infatti è stato trovato un altro ordigno dal potenziale decisamente più alto: una pentola a pressione riempita con chiodi e un innesco a tensione, che avrebbe potuto deflagrare nel momento in cui qualcuno avesse fatto scattare il filo di nylon rasoterra a cui il meccanismo era collegato. Quest'ultima bomba, che in caso di esplosione avrebbe potuto arrecare serissimi danni a persone e cose, è stata fatta brillare dagli artificieri della polizia.

Il gesto venne rivendicato fin da subito da una cellula anarchica, "Haris Hatzimihelakis /Internazionale" che con un comunicato online, datato 12 agosto, ma circolato il 15 sul web, spiegava le sue ragioni: "Rivendichiamo la collocazione contro politici, sbirri e loro tirapiedi. A tutto questo non vogliamo essere complici, alla violenza indiscriminata degli Stati ci opporremo con la violenza discriminata contro i responsabili di tutto ciò". Proprio dall'area anarchica proviene la persona fermata in relazione all'attentato.