Bimbo operato per tumore al cervello ma era infiammazione: ora in stato vegetativo, ospedale paga 3,7 milioni

Sottoposto a ben tre operazioni chirurgiche a soli 4 anni per un presunto tumore al cervello che in realtà era inesistente, un bimbo fiorentino, oggi adolescente, è stato risarcito ora dall’ospedale pediatrico Meyer di Firenze in ottemperanza alla decisione del Tribunale che ha stabilito un indennizzo totale di oltre 3,7 milioni di euro. La vicenda risale al 2010 quando i medici scambiarono una infiammazione cerebrale per un tumore sottoponendo il piccolo a una serie di interventi chirurgici culminati con una lobectomia temporale, vale a dire l’asportazione parziale del lobo temporale del cervello.
Il bambino però non si era mai ripreso rimanendo tetraplegico e invalido al 100% senza mai più rispondere agli stimoli ambientali. Per questo la famiglia ha deciso di avviare un processo contro l'azienda ospedaliera toscana nel 2019 scoprendo che il bambino non aveva nessun tumore e che i sintomi erano dovuti a un'infiammazione cerebrale che andava trattata farmacologicamente mentre l'intervento chirurgico con la rimozione del lobo temporale del cervello era inutile e non andava eseguito.
Secondo quanto stabilito da perizia e indagini, i medici del Meyer ipotizzarono subito "una natura tumorale della lesione cistica mentre non fu presa in minima considerazione l’ipotesi che potesse trattarsi di un esito della pregressa encefalite erpetica". Secondo la perizia del Tribunale, i sanitari "avevano la possibilità di approfondire il quadro clinico e d’imaging attraverso un appropriato raccordo anamnestico e strumentale" e che "la decisione di intervenire chirurgicamente con un intervento altamente aggressivo e demolitivo è stata presa in modo superficiale".
Il tribunale nell’ottobre scorso ha stabilito per questo, in primo grado, un risarcimento di 2,3 milioni di euro per il minore, oggi in stato vegetativo, circa mezzo milione a testa per i genitori e 270 mila euro per il fratello, oltre alle spese legali. Come spiega Repubblica, nei giorni scorsi l’ospedale ha dato esecuzione al provvedimento pagando tutta la somma con i fondi per la gestione dei sinistri delle aziende sanitarie e ospedaliere ma con la riserva che è pronto a richiedere la restituzione se a seguito di giudizio d’appello risultasse non dovuta.