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Le notizie su Kata, la bambina scomparsa a Firenze

Bambina scomparsa a Firenze, nessuna traccia di Kata, ipotesi ritorsione: “Qualcuno l’ha presa”

Proseguono senza sosta le ricerche della piccola Kataleya Alvarez, la bimba di 5 anni scomparsa dall’ex hotel Astor a Firenze. Le telecamere hanno ripreso Kata che si affaccia all’ingresso del palazzo e poi rientra ma della piccola nessuna traccia nello stabile. La madre teme una ritorsione: “L’hanno portata via”.
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A cura di Antonio Palma
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Le notizie su Kata, la bambina scomparsa a Firenze

Ancora nessuna traccia della piccola Kataleya Alvarez, la bimba di 5 anni scomparsa da Firenze sabato pomeriggio mentre giovava nel cortile del palazzo dove abita con la madre, l'ex albergo Astor occupato, mentre la donna era al lavoro. Le ricerche proseguono in tutta la zona ed è stata attivata anche la Protezione civile ma le forze dell'ordine si stanno concentrando ora sui video delle telecamere di sorveglianza, vagliati fotogramma per fotogramma per stabilire se la piccola sia uscita dall’edificio, magari occultata da qualcuno.

Le immagini di un impianto vicino infatti hanno ripreso Kata che si affaccia all’ingresso del palazzo, poi rientra e scompare nel nulla ma l'edificio ha una porta sul retro che non ha telecamere e sopratutto una unga serie di anfratti e cunicoli.  “Ogni ipotesi è valida” spiegano dall'Arma dei carabinieri ma le ricerche condotte con unità specializzate e cani molecolari non hanno trovato traccia della bimba all’interno del condominio.

“Mi sento ragionevolmente di escludere che sia dentro l'edificio ma ora torneremo a riesaminare tutte le immagini alla ricerca di dettagli utili alle indagini" ha dichiarato il comandante provinciale dei carabinieri di Firenze, spiegando che "Tutte le ipotesi sono aperte, compreso il rapimento da parte di adulti o l'allontanamento".

Kata e la mamma
Kata e la mamma

L'ipotesi rapimento di Kata: "Non devono prendersela con lei”

Proprio l’ipotesi rapimento per ritorsione è quella sostenuta dalla mamma della piccola, la signora Katherine Alvarez. “Abbiamo litigato con delle persone. Volevano occupare le nostre stanze, ai carabinieri ho fatto i loro nomi” ha rivelato infatti la donna che nel corso delle ricerche di domenica si è sentita male ed è stata trasportata in ospedale per ritornare poi a casa poche ore dopo.

“Ci siamo barricati dentro. C’è stata una rissa, un uomo ubriaco è volato dalla finestra. Hanno provato a dare la colpa a mio fratello ma lui non c’entra niente. È caduto da solo” ha ricostruito la donna al Resto del Carlino, parlando di un episodio avvenuto nei giorni scorsi nello stabile occupato. “Qualcuno l’ha presa e l’ha portata via” secondo Katherine Alvarez. Per la mamma, Kata è in pericolo e lancia un appello: “Non se la devono prendere con lei. Questi sono problemi dei grandi”.

Kata, la bimba scomparsa a Firenze
Kata, la bimba scomparsa a Firenze

La telefonata e le segnalazioni di avvistamento

Una tesi che sarebbe confermata da una strana telefonata che una donna riferisce di aver ricevuto da un uomo che parlava spagnolo, come la famiglia della piccola di origine peruviana. “Era la voce di un uomo adulto di etnia latina che credeva che fossi la madre e mi ha detto che la bambina era con lui” ha detto la donna. Testimonianza che andrà verificata così come sono state verificate le diverse segnalazioni di avvistamenti arrivate nelle scorse ore e che purtroppo si sono rivelate errate.

Dopo l’attivazione del piano scomparsi della Prefettura, le indagini così come le ricerche della piccola Kata proseguono senza sosta e a 360 gradi. Si indaga sull’ambiente del palazzo occupato, dove le liti sono all’ordine del giorno, ma anche sul passato recente della famiglia della piccola, il cui papà è in carcere, per cercare di valutare se qualcuno in effetti possa aver fatto del male alla bimba per ritorsione. "Stiamo lavorando sugli occupanti dell'ex albergo, sono molte persone. La madre sulla base di una valutazione di buonsenso ha supposto che la sparizione della figlia potesse essere collegata a litigi dentro l'ex albergo. È una pista che stiamo seguendo ma non ci ha dato un nome o gli elementi su una persona su cui indagare come invece è sembrato” hanno chiarito i carabinieri.

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