Potrebbe essere stata dell'acqua contaminata a provocare la devastante e fulminea infezione da Seu (Sindrome emolitico-uremica) costata la vita alla bimba di appena due anni, morta nei giorni scorsi all'ospedale Giovanni XXIII di Bari dopo una inutile corsa al pronto soccorso. La, bimba originaria di Corato, era arrivata in ospedale in gravi condizioni dopo essersi sentita male a casa ma i medici non hanno potuto fare nulla per salvarla.

Erano state subito avviate le indagini da parte dell'Asl e il primo sospetto era ricaduto su qualche cibo contaminato perché spesso la Seu è associata a batteri presenti in cibi non cotti bene come latte non pastorizzato e derivati. Gli esami svolti in questi giorni sui numerosi campioni prelevati da aziende che producono prodotti che la piccola avrebbe potuto ingerire, però , hanno dato esito negativo. Per questo tra le ipotesi degli ispettori si fa sempre più largo l'idea che a determinare la patologia possa essere stata dell'acqua contaminata, probabilmente proveniente da un pozzo artesiano. Per avere certezza bisogna però attendere i risultati delle analisi sui campioni che prelevati nei pozzi della zona.

Intanto, dopo le verifiche delle autorità sanitarie e ambientali, anche il pm di Bari Grazia Errede ha deciso di incaricare i Carabinieri del Nas di ulteriori verifiche sul caso. Sulla morte della bimba infatti è stata avviata anche un inchiesta giudiziaria che ipotizza al momento il pesante reato di omicidio colposo anche se a carico di ignoti. La Procura, che già segue l'inchiesta sulla Seu aperta dopo il decesso di una bambina di Altamura avvenuto nel giugno scorso , ha chiesto di acquisire le cartelle cliniche e tutta la documentazione relativa anche al caso della bimba di Corato