È stata attirata in Italia con la promessa di un matrimonio con un suo coetaneo, ma quando è arrivata nel nostro Paese è stata invece segregata e praticamente ridotta in schiavitù per mesi da una intera famiglia che l’ha sottoposta a violenze e angherie continue fino a indurla anche a un tentativo di suicidio. La terribile storia arriva dal bolognese dove nelle scorse ore gli uomini della polizia di stato hanno arrestato quattro persone, appartenenti a uno stesso nucleo famigliare, con le pesanti accuse di sequestro di persona e riduzione in servitù. Nei loro confronti il gip del Tribunale di Bologna ha emesso una ordinanza di custodia cautelare in carcere su richiesta della locale Procura della Repubblica.

La vittima della triste vicenda è una ragazza serba di 22 anni che dopo mesi di soprusi e violenze fisiche e verbali ha trovato il coraggio di raccontare tutto alla polizia denunciando i suoi aguzzini. Secondo le indagini condotte dagli uomini dalla Questura di Bologna e coordinate dal pm bolognese Roberto Ceroni, una volta giunta nel nostro Paese la ragazza ha scoperto che le quelle nozze promesse non esistevano affatto e che invece le aspettava un destino terribile. I suoi aguzzini erano il presunto fidanzato, il fratello, sua madre e il compagno di questa.

La 22enne sarebbe stata rinchiusa in una casa alla periferia di Bologna, privata del passaporto e del cellulare e costretta ad eseguire lavori domestici sotto costate minaccia e maltrattamenti. Controllata anche quando si recava in bagno e picchiata con calci e pugni. Lo scopo sembra fosse quello di indurla alla prostituzione ma la 22enne non ha ceduto nonostante le sofferenze. Per costringerla a vendere il suo corpo le negavano persino il cibo tanto che al momento degli arresti pesava solo 45 chili. Il suo calvario scoperto solo quando la giovane ha tentato il suicidio ingerendo detersivo ed è stata accompagnata in ospedale dove ha rivelato tutto l’orrore.