Arrestato Camillo Mancini per le botte alla compagna: appena un anno fa il padre uccise l’ex moglie Clelia Mancini
È stato arrestato con l'accusa di aver picchiato e maltrattato la compagna: Camillo Mancini, che solo il 30 settembre scorso aveva deposto in Corte d'Assise a Chieti contro il padre,che uccise a colpi di pistola in strada l'ex moglie Clelia Mancini, è ora in carcere. L'uomo è stato fermato sabato scorso. I carabinieri di Lettomanoppello, in provincia di Pescara, dove risiede la coppia, sono intervenuti perché Mancini avrebbe picchiato la compagna dopo una festa in piazza.
L'aggressione si è verificata al culmine di una lite e probabilmente i fatti si sono verificati davanti al figlio minore. Il pm di turno, informata dai carabinieri, ha disposto la detenzione in carcere per l'uomo. Per lui si parla di lesioni personali gravi e anche dell'accusa di maltrattamenti in famiglia.
Mancini dovrà essere interrogato sulle violenze sulla moglie e il gip deciderà se confermare o meno il carcere. Il sindaco di Lettomanoppello, appresa la vicenda, avrebbe inviato una lettera all'assistente sociale del Comune per eseguire verifiche sul nucleo familiare. Questo è quanto apprende il quotidiano Il Centro, il primo a dare notizia dell'accaduto.
Si indaga su altri episodi di violenza ai danni della donna. Per il momento, le forze dell'ordine hanno ricostruito la dinamica dell'aggressione avvenuta sabato.
Il padre di Mancini uccise l'ex moglie in strada. I due vivevano in case separate da 5 anni. In tribunale, il figlio ora in manette ha raccontato che l'uomo era violento nei confronti della donna sul piano fisico, psicologico ed economico. Nel pomeriggio del femminicidio, sarebbe stato minacciato di morte dal padre. L'uomo ha riferito di non aver preso sul serio quelle minacce perché era convinto che il genitore avesse venduto la pistola che possedeva: Mancini era infatti in una situazione di difficoltà economica.