Anziano muore e lascia patrimonio milionario ai vicini, gli eredi li denunciano: “Falsificato il testamento”

Immobili stimati in circa 2 milioni di euro e denaro contante, conti correnti e titoli assicurativi. Sono questi i beni che un anziano possidente ha lasciato a due vicini di casa alla sua morte. Ora la Procura di Siracusa ha emesso un decreto di citazione a giudizio nei loro confronti.
Il procedimento è stato avviato dopo la denuncia degli eredi dell'anziano, deceduto 90enne, originario del Friuli Venezia Giulia ma trasferitosi anni fa a Lido di Noto.
I due vicini di casa sono accusati di falsità materiale, sostituzione di persona e falsità in testamento olografo. Secondo l'accusa, il 28 maggio del 2023 avrebbero redatto un testamento facendolo apparire come se fosse stato sottoscritto dal defunto e in cui erano i destinatari della quota più consistente dell'eredità.
Inoltre, come contesta la Procura di Siracusa, avrebbero costretto una terza persona a sottoscrivere, a nome del defunto, un contratto di assicurazione sulla vita indicando come unico erede uno dei due vicini di casa.
Alla scomparsa della compagna, non avendo avuto figli, l'anziano possidente è rimasto solo e si faceva accudire dai vicini di casa. Alcuni suoi parenti, appreso del testamento a favore di persone estranee al loro nucleo familiare e in parte in favore di una comunità di sacerdoti in Campania, hanno sporto denuncia facendo partire le indagini.
I beneficiari del testamento sarebbero state cinque persone, due delle quali risultate subito estranee a qualsiasi ipotesi di reato. Un terzo è stato inizialmente indagato, ma poi la sua posizione è stata chiarita e archiviata.
Sono rimasti nell'inchiesta i due imputati, che sono stati chiamati a comparire davanti al giudice monocratico del Tribunale di Siracusa all'udienza fissata per il prossimo 23 giugno.
I difensori dei due vicini a processo, gli avvocati Antonino Campisi, Salvatrice Sarcià e Giuseppe Cultrera, sostengono l'autenticità delle volontà dell'anziano e della firma sul documento. Tesi che, sottolinea la difesa, avrebbe trovato riscontro in una perizia calligrafica.
I parenti acquisiti dell'anziano possidente friulano, che si considerano gli unici legittimi eredi dell'uomo sono assistiti dall'avvocato Giovanni Giuca, sono parte offesa e nel processo si costituiranno parte civile.