Alpinista colpito da un fulmine sul Dente del Gigante, salvi lui e il compagno: soccorsi complicati dal maltempo

Si è conclusa nella notte la missione di recupero di due alpinisti polacchi bloccati sul Dente del Gigante, situato nel massiccio del Monte Bianco, lungo il confine tra Valle d'Aosta e Alta Savoia. Uno dei due era stato colpito da un fulmine a una spalla.
I due uomini sono stati portati al rifugio Torino, raggiunto poco dopo la mezzanotte, dove ad attenerli c'erano due tecnici del Soccorso Alpino Valdostano e un medico. Dal rifugio, sono scesi a Courmayeur con Skyway, quindi recuperati in ambulanza e portati in Pronto Soccorso per gli accertamenti diagnostici, che, a quanto si apprende, sono in corso.
Le loro condizioni sono in fase di valutazione. Le operazioni del Soccorso Alpino Valdostano per il recupero degli alpinisti sono scattate nella giornata di ieri, martedì 2 giugno. I due avevano riferito di essere in buone condizioni di salute, ma di non poter proseguire il percorso e scendere a valle.
Le condizioni meteo avverse hanno reso impossibile l'impiego dell'elicottero. La squadra composta dai tecnici del Soccorso Alpino Valdostano e Sagf è riuscita a raggiungere i due alpinisti polacchi dopo alcuni tentativi. I due sono riusciti a portarsi ad una quota inferiore rispetto al luogo dell'incidente e i soccorritori li hanno recuperati.
Prima di fare un'escursione in montagna è bene informarsi presso gli uffici guide in merito alle condizioni degli itinerari ed alle previsioni meteo, se non lo si è già fatto da casa.
"Se si notano delle nubi a sviluppo verticale già al mattino, allora è probabile che nel corso della giornata si sviluppino dei temporali", si legge sul sito della Regione Autonoma della Valle d'Aosta. Un temporale può durare in media un'ora e la fase pi
Sono diversi i consigli pratici che possono essere messi in atto quando ci si trova in montagna durante un temporale. Prima di tutto, cercare un riparo alle prime avvisaglie di temporale e attendere che i fenomeni si attenuino, allontanandosi rapidamente dalle cime e dalle creste-
È sconsigliato dare la mano ai compagni di escursione, è meglio stare distanziati una decina di metri. La corrente sviluppata anche da un fulmine molto piccolo può essere sufficiente a provocare arresto respiratorio o cardiaco, bruciature della pelle e contrazioni involontarie dei muscoli che possono indurre dei bruschi movimenti incontrollati o addirittura provocare delle fratture alle ossa.
I fulmini di potenza elevata generalmente provocano la morte. Le persone colpite da fulmine non sono cariche elettricamente ed è quindi bene ricordare che non si rischia nulla a prestare loro soccorso.
L’80% delle persone vittime di fulminazione sopravvive, ma è importante allertare subito i soccorritori e, per le persone preparate nel primo praticare respirazione bocca a bocca e massaggio cardiaco il più rapidamente possibile.