All’asilo bimbi legati, picchiati e minacciati, lo shock dei genitori: “Solo ora ripensiamo ad alcuni episodi”

Sgomento e incredulità ma anche dolore e interrogativi attanagliano la mente di genitori dei piccoli alunni dell’asilo nido di Verona sequestrato ieri dai carabinieri dopo la scoperta delle violenze sui bambini tra i 9 mesi e i 3 anni da parte di cinque maestre ora indagate. I militari erano intervenuti nel dicembre scorso dopo alcune segnalazioni, piazzando telecamere nascoste in tutta la struttura, ma per molti genitori è stato un fulmine a ciel sereno. Molto di loro infatti non sapevano e mai si erano accorti di segni che potessero far pensare agli abusi documentati in centinaia di videoregistrazioni.
Per la stragrande maggioranza la scoperta è giunta solo all’arrivo dei carabinieri e col sequestro dell’asilo. I video diffusi dagli inquirenti, in cui si vedono i bimbi legati, picchiati e minacciati, hanno gettato tutti nello sconforto. Molti infatti si chiedono come sia possibile che non si fossero accorti di nulla e solo ora stanno rivalutando vecchi episodi ripensando a momenti passati alla luce di quanto appreso.
“Il sentimento generale è di stupore. Prima non ho mai avuto il sentore di nulla. Anzi, ho sempre speso parole d’oro per questo asilo, come tante altre mamme. Anche perché mio figlio è sempre stato sereno, è sempre andato volentieri a scuola, non mi pare abbia mai avuto comportamenti strani” ha racconto una mamma a L’Arena aggiungendo: “Ora però vogliamo arrivare fino in fondo. Vogliamo sapere con precisione cos’è successo ai nostri figli, come sono stati trattati e se hanno subito determinati comportamenti”.
“Mio figlio non è mai tornato con lividi o altri segni, per fortuna, ma c’è chi inizia a porsi domande, a posteriori” ha spiegato un’altra genitrice. Tutti loro potranno dare ulteriori elementi utili alle indagini nei prossimi giorni quando saranno sicuramente ascoltati dagli inquirenti che finora avevano tenuto il massimo riserbo per non inficiare l’inchiesta.
“Siamo a disposizione di tutti i genitori, in questo momento giustamente preoccupati, che vogliano collaborare per la ricerca della verità" ha spiegato il Procuratore di Verona. Nei prossimi giorni saranno sentite anche le cinque maestre sospese che potranno fornire la loro versione dei fatti davanti al giudice per le indagini preliminari.
