Era tornata due settimane fa dalla Nigeria, la bambina di sette anni morta di malaria all’ospedale Infantile di Alessandria. La piccola, che abitava a Carbonara Scrivia nel Tortonese, era stata ricoverata sabato pomeriggio già in gravi condizioni. In brevissimo tempo le è stata diagnosticata la malattia ed è stata subito trasferita nel reparto di Terapia Intensiva Pediatrica, ma le cure sono risultate inutili. Maria Rapallini, questo il suo nome, era stata nel Paese d’origine della madre che, prima della partenza, si sarebbe recata dalla pediatra che aveva in cura la figlioletta per chiedere consiglio sulla necessità di fare una profilassi antimalarica. Ma secondo la donna, non sarebbero state prese precauzioni, mentre la bambina era stata vaccinata per la meningite. Il padre della bimba, italiano, avrebbe presentato denuncia per chiedere di accertare eventuali mancanze da parte dei sanitari. Sarà la procura di Alessandria ad occuparsene.

Padre presenta denuncia, nessun rischio contagio

La bambina, che frequentava la seconda elementare, lunedì scorso lamentava mal di pancia e mal di testa e da qualche giorno non andava a scuola. Ma, sempre secondo il racconto della madre, la pediatra non avrebbe sospettato che si trattasse di una qualcosa di serie, consigliando medicinali da banco e uno sciroppo per la tosse. Solo venerdì, quando le condizioni si sono aggravate, è stata portata in ospedale. Ad ogni modo, il servizio Igiene e profilassi dell'Asl alessandrina avrebbe assicurato trattandosi di malaria non vi sono pericoli di contagio in quanto la malattia non si trasmette da uomo a uomo. Nessun rischio quindi per i compagni di scuola della bambina.

La nota dell'azienda ospedaliera

"La bambina è arrivata all'Infantile in condizioni gravi – si legge in una nota diramata dall'Aso di Alessandria -. La diagnosi della malattia, malaria, è stata effettuata in modo tempestivo direttamente al Pronto Soccorso. I medici hanno pertanto proceduto con la massima rapidità alla somministrazione della terapia, secondo le indicazioni che sono previste nei protocolli". La bimba tuttavia non ce l'ha fatta, prosegue la nota, "nonostante l'alta professionalità delle cure e l'immediatezza degli interventi". "Il personale che ha assistito la piccola così come la Direzione dell'Azienda sono provati dalla vicenda e si uniscono al dolore della famiglia che ha sporto denuncia contro ignoti, e rimangono a disposizione alla collaborazione con le autorità competenti per comprendere lo svolgimento dei fatti".