Accompagnò l’amica in Svizzera per l’eutanasia: ora sarà processato

Lo scorso gennaio ha accompagnato l'amica, 80enne di Arzignano (Vicenza), per il suo ultimo viaggio in Svizzera; ora dovrà risponderne in tribunale il prossimo settembre. La donnanon è più tornata viva nel suo Paese. Ha scelto infatti di andare oltre confine per l’eutanasia, illegale in Italia. Come riportato da Il Gazzettino, il pubblico ministero contesta a A.T., Ligure, portiere d'albergo a Chiavari, di aver in qualche modo favorito la ‘dolce morte’ dell'ottantenne. La donna, prima di recarsi in una clinica di Basilea, in Svizzera, avviso i parenti poco prima dell'intervento per recuperare le sue ceneri.
Sullo sfondo della vicenda anche le sorti dell'eredità dell'80enne: una somma di circa 800 mila euro che ora potrebbe essere incassata dal portiere. Riportiamo, a proposito della vicednda, parte del comunicato diffuso dalla clinica Lifecircle il 2 marzo 2014."La signora è stata in contatto per mesi con l’Associazione Lifecircle, durante i quali è stata motivata a continuare a vivere, prima che il suo desiderio di morire fosse accolto, come comprensibile, da parte del Consiglio della Fondazione e di due medici svizzeri. Nella valutazione sulla sua volontà di morire, come al solito, si è tenuto conto della capacità di intendere e di volere, della durata e della persistenza della propria richiesta di morire, dell’assoluta mancanza di qualsiasi influenza esterna, oltre alla verifica dei sintomi della malattia descritti dalla paziente".