Abruzzo: appalti truccati e tangenti per le case popolari

A cura di D. F.
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Nei guai anche un tenente colonnello dell’Esercito accusato di aver accettato mazzette da 20mila euro.

Il Corpo Forestale dello Stato di Pescara, L'Aquila e Chieti e la Polizia di Pescara hanno arrestato Ezio Di Cristoforo, presidente dell’Aca (Azienda Comprensoriale Acquedottistica), Marcello Lancia, amministratore unico dell’Ater di Chieti, Ernesto Marasco, dirigente dell’Ater di Chieti, Alessandro Faraone, geometra dell’Ater di Chieti, Salvatore Tasso, geometra del settore Lavori Pubblici del comune di Montesilvano. Tutti e cinque si trovano agli arresti domiciliari e sono accusati di corruzione, concussione, turbata libertà degli incanti, falso e truffa.

Gli inquirenti hanno riscontrato un articolato sistema illecito fondato sulla manipolazione di gare pubbliche espletate tra il 2010 e il 2012, tutte sotto la soglia comunitaria e dunque condotte con "procedura negoziata", in cui le ditte da invitare venivano preventivamente individuate in accordo con i pubblici ufficiali ed erano tutte riconducibili a un unico centro decisionale perchè fiduciarie del D’Alessandro. In cambio dell’aggiudicazione degli appalti, l’imprenditore garantiva dazioni illecite consistenti in denaro contante o beni mobili (nella misura del 5-6 per cento del valore della gara) o assunzioni clientelari.

Riporta Il Centro: "Le gare turbate bandite al Comune di Montesilvano sono quelle relative ai lavori di completamento della Scuola di Villa Verrocchio e per i lavori di Via Maresca per un importo complessivo di 900mila euro. Per l’accusa sono state corrisposte a Salvatore Tasso, rup di entrambe le gare d’appalto, dazioni pari a 9mila euro con la promessa di altri 29 mila euro da corrispondere in varie tranche. Infine le gare turbate bandite dall’Ufficio Infrastrutture dell’Esercito sono relativi ai lavori svolti alla Caserma Clementi di Ascoli Piceno e alla Caserma Falcinelli di Ancona, per un ammontare di circa 400mila euro. In relazione a questi appalti Claudio D’Alessandro è accusato di aver consegnato ad un tenente colonnello 20mila euro in varie tranche. Gli inquirenti hanno accertato anche l’assunzione del figlio dell’ufficiale in una ditta riconducibile a Claudio D’Alessandro. Il tenente colonnello è il dodicesimo indagato nella vicenda ed è anche lui destinatario di una misura cautelare ai domiciliari. Ma attualmente si troverebbe in vacanza all’estero. L’operazione di oggi ha visto l’impiego di almeno cento uomini, che hanno perquisito le sedi dell’Azienda Comprensoriale Acquedottistica, dell’Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale di Chieti, dell’Ufficio Nucleo Contratti dell’Ispettorato Infrastrutture dell’Esercito Italiano di Pescara, l’ufficio Lavori Pubblici del Comune di Montesilvano. Le perquisizioni hanno,riguardato anche anche la sede della Regione Abruzzo – Ufficio Appalti e Contratti di L’Aquila".

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