Abruzzo, acqua contaminata per 700mila utenti. Sotto accusa Montedison
L'Istituto Superiore della Sanità ha presentato una dettagliata relazione sulle acque contaminate della discarica di Bussi, in provincia di Pescara. Il risultato degli esami effettuati è a dir poco agghiacciante: "L’acqua contaminata da sostanze di accertata tossicità è stata distribuita in un vasto territorio e a circa 700 mila consumatori, senza limitazioni d’uso e di controllo anche per fasce a rischio di popolazione, utenze sensibili come scuole e ospedali". La relazione dell'Iss riguarda in particolare un terreno di 25 ettari sul quale, nel 2007, il Corpo Forestale scoprì la presenza di sostanze molto pericolose per la salute umana. Dopo quasi 7 anni la relazione degli scienziati è stata depositata in Corte d’Assise a Chieti dall’avvocatura dello Stato che difende il ministero, parte civile nel processo che il 4 aprile ospiterà la requisitoria dei pm Anna Rita Mantini e Giuseppe Bellelli. Sotto accusa numerosi amministratori della Montedison: sarebbero stati loro ad avvelenare le acque.
Il documento dell'Istituto superiore di Sanità è stato redatto da Riccardo Crebelli e Luca Lucentini, consulenti dell'avvocatura dello stato, ed illustra i risultati delle analisi effettuate sui campioni d'acqua prelevati in tutto i circondario, per poi arrivare a una disamina delle sostanze chimiche rivelate e di conseguenza ai rischi per la salute. I tecnici, in un significativo passaggio, spiegano: "La serie di azioni poste in essere nel sito industriale e nella mega discarica hanno pregiudicato tutti gli elementi fondamentali che presiedono e garantiscono la sicurezza delle acque, determinando così un pericolo reale e concreto per la salute". Poi ribadiscono: "Ai consumatori delle acque è anche mancata ogni informazione rispetto ai potenziali rischi per la salute associati al consumo di tali acque e a cui pertanto era preclusa la possibilità di adottare misure specifiche di prevenzione e mitigazione di tali rischi". Il quadro è allarmante ed ha coinvolto un bacino di utenti di ben 700mila persone. Nel frattempo ieri la procura ha chiuso un'altra inchiesta, sempre sulla discarica di Bussi: sotto accusa per omessa bonifica sette amministratori della Solvay.