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Covid 19

A San Marco in Lamis 200 persone sfidano i divieti e vanno alla messa del venerdì santo

Centinaia di persone assembrate davanti a una chiesa in piena pandemia e in barba ai divieti imposti dal governo. È successo ieri sera, venerdì santo, di fronte alla chiesa dell’Addolorata di San Marco in Lamis, in provincia di Foggia, dove il parroco Don Matteo non ha voluto rinunciare alla funzione religiosa.
A cura di Davide Falcioni
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Centinaia di persone assembrate davanti a una chiesa in piena pandemia e in barba ai divieti imposti dal governo. È successo ieri sera, venerdì santo, di fronte alla chiesa dell'Addolorata di San Marco in Lamis, in provincia di Foggia, dove il parroco Don Matteo non ha voluto rinunciare alla funzione religiosa, alla quale hanno partecipato non meno di duecento fedeli, tra i quali il sindaco Michele Merla. Sulla vicenda la Procura di Foggia ha aperto un'inchiesta: "Sono in attesa – ha detto il procuratore capo Ludovico Vaccaro – dell'informativa dei carabinieri. Faremo un'attenta ricostruzione dell'accaduto e l'accertamento delle responsabilità di tutti".

Stando a quanto racconta la Gazzetta del Mezzogiorno quasi tutti i fedeli indossavano la mascherina ed erano stati invitati a rispettare la distanza di sicurezza di almeno un metro, misure che tuttavia non giustificano in alcun modo quello che è successo: il decreto di un mese fa del governo infatti vieta espressamente tutte le cerimonie, sia civili che religiose, permettendo di uscire di casa solo per necessità. Come se non bastasse San Marco in Lamis, va ricordato, è il paese del primo focolaio da Coronavirus in Puglia, il paese in cui più di dieci persone si contagiarono a un funerale. Su quanto accaduto stanno indagando i carabinieri e la speranza è che non ci siano ripercussioni sul numero dei contagi nella zona.

Nel frattempo il sindaco Michele Merla sembra aver capito la gravità di quanto accaduto: "In merito a quanto successo stasera nella mia città mi assumo la colpa di non aver avuto il coraggio di dire a don Matteo di interrompere il momento di preghiera. Non me la sono sentita, ma mi rendo conto, col senno di poi, di aver sbagliato. Ma avrei voluto interromperlo. Questa è la mia colpa e me la prendo. Scusate tutti".

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