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A Niscemi 500 sfollati possono tornare a casa: “La mia è a ‘vista frana’, ma dicono che è agibile”

A Niscemi 500 sfollati possono tornare a casa ma ancora gas e acqua non sono stati del tutto ripristinati. Gli affitti sono fino a tre volte più cari rispetto a prima: “Finché non verranno fatti gli interventi di messa in sicurezza continueremo a vivere sospesi”.
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Giuseppe Pisano mostra la zona nera a pochi metri dalla sua casa.
Giuseppe Pisano mostra la zona nera a pochi metri dalla sua casa.

C’è ancora la scopa appoggiata alla porta, tutto tale e quale a come l’aveva lasciato Giuseppe Pisano quel 26 gennaio. “Sfido chiunque a tornare qui dentro”, racconta indicando l’edificio a porte sigillate, “sfido chiunque a dormire sogni sereni con la consapevolezza che a cinque/sei metri dalla propria camera da letto c’è la zona nera”.

Ci troviamo a Niscemi, a poco più di un mese dalla frana che ha tagliato in due l’intera città. Pisano è uno dei pochi cittadini che ha avuto il via libera per tornare a casa sua. “Dicono che è agibile, ma qui crollerà tutto, è solo questione di tempo. Le case che si trovano al di là della transenna verranno buttate giù e noi resteremo in una ‘casa vista frana’”.

A fine febbraio e inizio marzo 2026, circa 500-700 residenti di Niscemi hanno iniziato a rientrare nelle proprie abitazioni grazie al restringimento della zona rossa da 150 a 100 metri. La casa di Pisano è al di fuori dei 100 metri dalla linea di frana, ma le case che ha accanto no, la sua resterà quindi – a tutti gli effetti – una casa isolata in attesa di franare. Secondo gli ultimi studi, infatti, nonostante la zona rossa di oltre 100 metri sia considerata sicura, non è tecnicamente possibile conseguire una stabilizzazione definitiva dell'intero versante mediante interventi strutturali estensivi.

Cerchiata in rosso la casa di Pisano
Cerchiata in rosso la casa di Pisano

Il rischio è che tornare tornare a casa oggi voglia dire scommettere, di nuovo, come fu vent'anni fa, dopo la frana del 1997.

“Ad oggi i 1.500 sfollati iniziali sono stati ridotti a 1.000 più o meno, però ci sono alcune famiglie che ancora non sono potute tornare a casa perché gli allacci del gas e dell'acqua non sono stati ripristinati”, spiega a Fanpage.it Francesco Rizzo, presidente del ‘comitato evento franoso 2026'. “Le persone che sono ancora sfollate vivono da parenti o amici, ci sono stati atti di grande generosità di persone che hanno messo a disposizione la seconda casa in comodato d’uso, però purtroppo dobbiamo dire che ci sono anche casi in cui qualcuno ha voluto speculare sugli affitti”, aggiunge.

Testimone della speculazione edilizia sulla sua pelle è Giovanni Lo Monaco. Casa sua si trova a cinquanta metri dalla linea di frana, tra la zona nera e quella rossa. È di fronte a quella di Pisano, ma un pezzo della casa di Lo Monaco si trova al di là delle transenne che delimitano la zona nera.

All’angolo delle transenne, tra la zona nera e quella rossa, la casa di Lo Monaco
All’angolo delle transenne, tra la zona nera e quella rossa, la casa di Lo Monaco

“Non abbiamo possibilità di rientrare. Viviamo in condizioni disastrose. Attualmente sono appoggiato da parenti, ma psicologicamente non ce la faccio più. Siamo in sei, viviamo come accampati da oltre un mese, la situazione è critica”; racconta Lo Monaco. “Il contributo che ci danno è di 400 euro, ma non riusciamo neanche ad affittarci una casa con 400 euro. Ci sono case che oggi costano fino a 600 o 700 euro al mese, le stesse case che prima costavano 250 euro o massimo 350. Hanno speculato sulla nostra disperazione", conclude l'uomo.

In questa Niscemi ancora in bilico, è fievole la felicità di chi invece è finalmente potuto tornare nella propria casa. Roberto Gagliano ha riaperto la porta del suo appartamento una settimana fa. La casa, che aveva abbandonata il giorno dopo il disastro, si trova di fronte al belvedere al di là dei 100 metri dalla linea di frana: “Finalmente siamo potuti tornare a casa. All'inizio eravamo senza acqua e senza gas, ma a casa mia adesso è stato ripristinato tutto. Ma finché non verranno fatti gli interventi di messa in sicurezza continueremo a vivere sospesi”.

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