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8 Agosto 2017
11:06

A Capo d’Orlando i funerali di Gea Papa, la 14enne morta cadendo dagli scogli

Gea Papa, quattordicenne di Monza, è morta precipitando da uno scoglio nel Comune di Capo d’Orlando, in provincia di Messina, dove si trovava in vacanza con la famiglia. Il nonno, il poeta Giovanni La Torre, le ha dedicato dei commoventi versi.
A cura di Susanna Picone
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La morte di Gea Papa, la quattordicenne di Monza precipitata da uno scoglio a Capo d’Orlando, nel Messinese, ha sconvolto l’intera comunità che si è stretta intorno alla famiglia della giovane. Sia i genitori di Gea che gli zii e i nonni (il nonno Giovanni La Torre è un poeta che fu anche candidato a sindaco) sono molto conosciuti a Capo d’Orlando e proprio nel centro del Messinese oggi si svolgono i funerali dell’adolescente. Dopo la funzione la salma sarà portata a Monza, dove Gea viveva insieme alla sua famiglia.

L’incidente domenica a Capo d’Orlando

La giovane monzese si trovava da circa una settimana con i genitori e il fratello in vacanza in Sicilia quando è precipitata da uno scoglio riportando gravissime ferite alla testa e alla schiena. Domenica, come aveva fatto tante altre volte, era andata nella spiaggia di San Gregorio assieme ad alcuni amici ed è scivolata dallo scoglio denominato “Garibaldi”. Fin dal primo momento le sue condizioni sono apparse gravissime. La corsa in ambulanza verso il porto di Capo D’Orlando, dove era arrivato un elicottero del 118 che l’avrebbe dovuta trasferire a Messina, è stata inutile. Gea è morta poco prima che l’elicottero si alzasse in volo.

I messaggi di cordoglio per Gea

Tanti i messaggi di cordoglio, come quello della società Società CSA Hockey Agrate, dove Gea giocava da tempo. “La Società CSA Hockey Agrate tristemente saluta la sua atleta quattordicenne Gea, scomparsa prematuramente cadendo dagli scogli di Capo d'Orlando dove si trovava in vacanza con la famiglia. Sarai sempre nei nostri cuori e nei nostri colori”, si legge su Facebook.

La poesia del nonno della quattordicenne Gea Papa

Il nonno di Gea, Giovanni La Torre, ha scritto una poesia per dare l’ultimo saluto all’amata nipote. Ecco il testo apparso su La Gazzetta del Sud:

Poi il silenzio di sempre venne a stringere il collo alla notte mentre le acque in verde bluastro della bellezza cantata, continuavano a battere gli scogli.

Ma, là in agguato, una mano compagna di strada della vita, ghermiva gli anni a fanciulla innamorata del mare.

Da sopra il monte, moneta d’oro incompiuta, la luna, passando tentò di dire qualcosa, e gli oleandri, fragili e intimi porsero i loro fiori.

L’ultima luce del giorno svelò dopo, al bordo delle pietre, il confine tra vita e morte affidandolo ad altri contorni che sbiancano come calce l’onda accarezzando innocenza di rosso fiore.

Eterna ammutolisce la parola sullo stesso confine della bellezza ove il tempo semplice e innocente questa volta ha lasciato libero un nome di aquilino.

Non è dato sapere se ci saranno ancora parole per cantare la bellezza bluastra del mare, per accarezzare quelle acque, i fiori e le erbe di Gea e i sogni nelle forme del bello e dei suoi quaderni, ove la vita continua in luogo impossibile da dimenticare, come fosse suono di pianoforte, anni d’amore di una goccia d’acqua che si percepisce come perpetua, al mascherone della fontana, nella carezza della sete, punto esistenziale di riferimento sottratto un giorno alla vita con violenza di piccone.

Gea, addio.

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