Continua a salire il bilancio delle vittime degli attacchi di Pasqua in Sri Lanka. La polizia conta al momento 359 morti. E insieme al bilancio delle vittime sale anche il numero delle persone arrestate perché ritenute responsabili degli attentati. Secondo quanto annunciato dalla polizia in Sri Lanka, nella notte sono stati arrestati altri diciotto sospetti. Sale quindi a cinquantotto il numero delle persone detenute perché collegate con gli attentati avvenuti nel giorno di Pasqua. Secondo quanto riferito ieri in Parlamento dal vice ministro della Difesa del Paese, ci sarebbe un legame tra gli attentati in Sri Lanka e quello del 15 marzo scorso in Nuova Zelanda. Gli attacchi di Pasqua, secondo il Governo, sarebbero stati compiuti in "rappresaglia" per la strage nelle moschee di Christchurch in cui morirono cinquanta persone. "Le indagini preliminari hanno rivelato che quello che è accaduto in Sri Lanka è stata una rappresaglia per l'attacco contro i musulmani a Christchurch" che ha ucciso 50 persone, ha affermato il ministro Ruwan Wijewardene, secondo il quale una nota dell'intelligence è stata trasmessa al governo nelle settimane precedenti all'attacco di Pasqua.

Isis rivendica la responsabilità degli attentati in Sri Lanka

Intanto – mentre proseguono le indagini per capire chi ci sia dietro uno dei più sanguinosi attentati contro una comunità cristiana – nelle ultime ore è arrivata anche la rivendicazione da parte dell'Isis. Una fonte della sicurezza del gruppo ha rivelato all'agenzia Amaq che gli autori delle esplosioni erano “combattenti dello Stato islamico”. "Coloro che hanno condotto l'attacco che ha preso di mira membri della coalizione a guida Usa e cristiani nello Sri Lanka sono combattenti dello Stato islamico", afferma la dichiarazione diffusa da Amaq. L'Isis ha diffuso anche una foto di quello che il gruppo jihadista indica come il capo dei kamikaze autori degli attentati. Nella foto, la cui autenticità non è possibile verificare, si vede un uomo con la barba e a volto scoperto e un fucile in mano affiancato da 6 uomini con il volto coperto. Sullo sfondo la bandiera dell'Isis.