Amanda Knox intervistata: “Spero che i genitori di Mez leggano il mio libro”

Amanda Knox, la studentessa di Seattle che per quattro anni ha vissuto la prigione italiana perché accusata dell’omicidio della sua coinquilina di Perugia Meredith Kercher, ha parlato della sua storia nel corso di un’intervista rilasciata alla rivista Usa People, la prima da quando è uscita di prigione. Amanda, che ha scritto un libro dal titolo “Waiting to be heard” per raccontare la sua verità, ha parlato dei genitori della vittima di Perugia, Meredith. L’americana si è detta angosciata dalla possibilità che la famiglia di Mez possa credere che lei sia l’assassina della giovane. “Non mi sono mai avvicinata a loro, per motivi legali e perché mi domandavo se era il caso di imporre la mia presenza nel loro dolore", ha confidato Amanda, riferendosi appunto a John e Arline Kercher.
Il libro di Amanda che sta facendo discutere l’America – "Credo – ha continuato Amanda – che il padre pensi che io abbia ucciso la figlia e questo è doloroso. Spero davvero che leggano il mio libro". Un libro che uscirà il prossimo 30 aprile e che sta facendo già discutere l’America a non solo. In questi giorni sono state diverse le anticipazioni trapelate dalle memorie di Amanda: dal suicidio “immaginato” dalla giovane, alle rivelazioni in merito a quanto compiuto la notte del delitto. Con Amanda (la cui assoluzione in appello è stata annullata dalla Corte di Cassazione) che ha confessato che, per scaricare la tensione, ballava e cantava nella stanza di Meredith Kercher.
