Si è diffusa da qualche ora la notizia di un misterioso ritrovamento tra Bonate e Mapello: si tratta di un giubbino nero, che alcuni hanno indicato essere quello di Yara Gambirasio, indossato il giorno della scomparsa. Nessuno ha confermato né smentito, anche se pare che sia un capo invernale maschile, perché di taglia molto grande, quindi improbabile che possa essere indossato da una ragazzina di tredici anni. Il giubbino è stato segnalato da una donna, che circolava sulla strada che collega Bonate a Mapello.

E' trascorsa una settimana dalla sua scomparsa, di Yara ancora nessuna traccia. E l'angoscia aumenta giorno dopo giorno, accompagnata alla viva speranza di ritrovarla presto.

Dopo il bliz improvviso nella palestra di Brembate, le ricerche si sono concentrate in un magazzino nel cantiere dell'ex Sobea, dove sono stati prelevati dei reperti da analizzare. C'è il massimo riserbo in merito, nessuna indiscrezioni rivelata. Le forze dell'ordine non stanno tralasciando alcun dettaglio: ascoltati i vicini della famiglia Gambirasio, chissà che non spunti una testimonianza illuminante; come passati al setaccio anche i filmati delle videocamere di sorveglianza, chissà che non sia stato registrato un movimento sospetto.

L'ultimo ad aver visto Yara, almeno secondo la sua testimonianza prima della smentita, è Enrico Tironi, il 19enne di Brembate che ha parlato anche ai microfoni di Chi l'ha visto, sollevando il mistero della maglietta azzurra. C'è ancora tanto da chiarire sulla scomparsa di Yara. Troppo.