Tre morti e circa 35 feriti: è il bilancio della giornata di violenza e odio razziale che ha sconvolto Charlottsville, cittadina americana della Virginia a circa 300 chilometri da Washington, dove un’auto si è schiantata in velocità contro un corteo antirazzista che protestava contro il corteo dei suprematisti bianchi. Una donna di 35 anni che stava attraversando la strada è stata uccisa. Il conducente dell’auto è stato identificato e arrestato: si tratta di James Alex Fields, ventenne di Maumee, in Ohio. Oltre a lui sono state arrestate altre tre persone in relazione agli scontri. La polizia ha annunciato di aver fermato Troy Dunigan, 21enne di Chattanooga (Tennessee) con l'accusa di turbativa della quiete pubblica, Jacob L. Smith, 21enne di Louisa (Virginia) per violenza e percosse e James M. O'Brien, 44enne di Gainesville (Florida) per avere una pistola nascosta.

Charlottesville: 3 morti, dichiarato stato di emergenza.

Nel corso di una conferenza stampa il governatore dello stato Terry McAuliffe, che ha dichiarato lo stato di emergenza, ha spiegato che oltre alla donna investita ci sono due agenti uccisi nello schianto dell'elicottero della polizia che stava pattugliando la zona della manifestazione. L'Fbi ha aperto un'indagine sulla possibilità che, durante la manifestazione di Charlottesville, siano stati violati i diritti civili. “Il mio cuore è spezzato perché una vita è andata persa. Chiedo a tutti di andare a casa”, così su Twitter il sindaco di Charlottesville, Mike Signer. La marcia dei nazionalisti bianchi è stata indetta dalla destra contro la decisione del consiglio comunale di rimuovere una statua del generale Robert E Lee, pro schiavitù, che nella guerra civile Usa del 1861-1865 guidò le forze confederate.

Bufera per le parole di condanna di Trump.

“Ho appena parlato con il governatore e abbiamo concordato che l'odio e la divisione deve finire adesso. Dobbiamo unirci come americani nell'amore della nostra nazione, attraverso l'affetto degli uni verso gli altri”, ha detto il presidente Donald Trump in diretta tv dal New Jersey. “Amiamo il nostro dio, amiamo la nostra bandiera. Siamo orgogliosi del nostro pensiero e di ciò che siamo. Vogliamo che la situazione a Charlottesville si risolva”, così ancora Trump, e poi su Twitter: “Tutti dobbiamo essere uniti e condannare tutto ciò che l'odio rappresenta. Non c'è spazio per questo tipo di violenza in America. Stiamo tutti uniti”. Le parole di condanna del presidente americano non esplicitamente dirette contro i suprematisti bianchi, suoi forti sostenitori in campagna elettorale, hanno portato ancora una volta il tycoon al centro di una polemica. Più netta la presa di posizione del ministro della Giustizia Jeff Sessions che ha invitato a mettere al bando “l’intolleranza razziale e l’odio che tradiscono i nostri valori fondamentali e non possono essere tollerati”. Anche l’ex presidente Barack Obama ha commentato la violenza di Charlottesville: “Nessuno – ha scritto – è nato odiando un’altra persona per il colore della sua pelle o per la religione. Le persone devono imparare a odiare e se possono imparare l’odio, possiamo insegnare loro l’amore. Perché l’amore viene più naturale al cuore umano che il suo opposto”.