È avvenuta oggi alle 10.30 a Palazzo San Giacomo alla presenza del Sindaco la prima trascrizione all’anagrafe del Comune di  Napoli di un matrimonio tra persone dello stesso sesso contratto all’estero. Il napoletano Roberto e lo spagnolo Miguel si erano sposati in Spagna nel 2008, ma ora la loro unione è stata convalidata anche in Italia. Dal 30 giugno infatti, come annunciato dal sindaco de Magistris, è possibile trascrivere all'Anagrafe del Comune di Napoli i matrimoni tra persone dello stesso sesso celebrati all'estero. “Oggi mi tremavano le gambe, e come la prima volta che ci siamo sposati” ha dichiarato Roberto che ha ringraziato il Sindaco de Magistris “per il suo impegno”. “Ora sulla mia carta di identità sarò Coniuge come sui miei documenti spagnoli” ha commentato ancora Roberto, aggiungendo: “oggi mi sento orgoglioso di essere napoletano, sono emigrato per l'assenza di diritti, oggi finalmente la situazione sta cambiando, mi auguro che anche il parlamento dia presto la possibilità dei matrimoni gay".

La trascrizione ha più di un valore simbolico.

“Questa trascrizione non ha solo un valore simbolico, ma anche giuridico, mette a pari livello un matrimonio etero e uno omosessuale, per esempio per partecipare alle politiche sociali della città oppure all’assegnazione delle case” ha precisato de Magistris aggiungendo: “Con orgoglio credo che Napoli abbia scritto una pagina di diritto costituzionale, laicità, affermazione del fatto che tutti i cittadini sono diversi, ma uguali”. Soddisfazione per la scelta del Sindaco di Napoli è arrivata anche dalle associazioni gay. "Con la trascrizione dei matrimoni Napoli è di fatto la capitale dei diritti civili in Italia; questo è il primo passo per strutturare una legge avanzata in tema di matrimonio egualitario che possa avere la più ampia condivisione in parlamento” ha dichiarato contento Antonello Sannino, presidente di Arcigay Napoli. Fabrizio Marrazzo Portavoce Gay Center spera invece che ora anche i sindaci di altre grandi città seguano l'esempio.