Non ha un nome l'agente di polizia che si è ritrovato addosso gli occhi dei terroristi, in cinque, mentre gli si avvicinavano per ucciderlo. Secondo le prime ricostruzioni i cinque avevano asce, machete e coltelli. L'agente ha aperto il fuoco e ha ucciso 4 terroristi mentre il quinto è scappato per essere poi fermato da alcuni agenti in borghese dei Mossos.

Secondo El Pais (che ha ripreso le testimonianze di alcuni testimoni oculari ascoltati dall'agenzia di stampa spagnola Efe) l'Audi A3 con i cinque terroristi a bordo che stavano progettando un altro massacro a Cambrils si sarebbe ribaltata nella zona di Rambla de Jaume I dopo avere investito alcuni passanti ed essersi scontrata con un'auto della polizia, ferendo una poliziotta. Dall'auto ribaltata quattro dei cinque terroristi sarebbero scesi per aggredire il poliziotto dei Mossos che, da solo, avrebbe aperto il fuoco. Uccidendoli.

Il quinto attentatore invece è stato fermato in direzione Salou mentre brandiva un coltello e indossava delle finte cinture esplosive. Alcuni poliziotti dei Mossos in borghese hanno sparato in aria per spingerlo ad arrendersi fino a quando non hanno aperto il fuoco uccidendolo. La scena è stata ripresa da un video di un passante.

La fuga in auto dei cinque ha provocato il ferimento di almeno sei persone e una di loro, una donna di cui non è ancora stata fornita l'identità, è deceduta all'Ospedale Giovanni XXIII di Terragona. È la quattordicesima vittima di un attentato che ha lasciato sangue anche dopo la Rambla.

Le ultime notizie dicono che il presunto attentatore di Barcellona, il diciassettenne Moussa Oukabi, potrebbe essere proprio uno dei quattro terroristi uccisi dal poliziotto. Lui, la sua pistola, e una scia di sangue che si ferma per un incrocio di armi e di sguardi. E ancora una volta ci ritroviamo a scrivere di un caso fortuito che ha attutito il massacro. Come si scrive di quelle cose senza senso che si legano alle coincidenze, la follia e poco altro. Come quelle storie (bruttine, davvero) che servono per riempire le pagine. Solo che qui alla fine si parla di morte, da entrambe le parti. E di quella pistola d'ordinanza e di un poliziotto senza nome che s'è ritrovato in mezzo, nel nonsenso del "io o loro" che solo il terrorismo riesce ad innescare.