La confessione di un killer di camorra: sparai a due passanti scambiati per killer
L'unica loro colpa era di avere una sciarpa al collo per il freddo, un cappellino e il bavero alzato per ripararsi dal vento, e di camminare in una strada del centro di Napoli campo di scontro tra due opposti clan di Camorra . Per questo due ragazzi furono feriti a colpi di arma da fuoco dagli uomini del clan che li avevano scambiati per killer del gruppo di fuoco rivale arrivati per perpetrare la sanguinosa guerra per il controllo del quartiere. Li videro arrivare a piedi nella loro direzione non ci pensarono più di tanto e armi in pugno presero la mira e spararono, è l'agghiacciante racconto di un episodio avvenuto pochi mesi fa e riferito da Giuseppe Granieri, killer reo confesso dell’ultima faida della sanità, che ora si è deciso a parlare con gli inquirenti. Il racconto ricostruito nel provvedimento cautelare firmato ieri mattina dal gip e ripreso da Leandro Del Gaudio su Il Mattino è tremendo e lascia intuire la vita di questi giovani killer costantemente sotto la paura di essere ammazzati. "Avevamo un appuntamento con due ragazze che avevano il compito di trasportare le armi che ci servivano per consumare due omicidi" racconta il pentito ai Pm Sergio Amato e Enrica Parascandolo, aggiungendo "Vediamo quei due che ci vengono contro, avevamo da poco ucciso il boss Bara, pensammo che fossero li per noi, solo più tardi capimmo che erano bravi ragazzi".