La Bce lancia l’ennesimo allarme: mercato del lavoro e Pil sempre più deboli

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Secondo il bollettino mensile dell’istituzione guidata da Mario Draghi, la disoccupazione continua a crescere e il Pil a contrarsi. Non è un caso se le banche continuano a rifiutare le richieste di prestito alle pmi. “Serve rilanciare la crescita” dicono dall’Eurotower, ma resta l’incertezza per il futuro.

La crisi è destinata a durare ancora molto. E' questo la sintesi dell'ultimo bollettino mensile della Banca centrale europea. I problemi riguardano il mercato del lavoro e la situazione del credito alle imprese. Preoccupa l'aumento di disoccupazione e «le indagini segnalano ulteriori sviluppi negativi nel prossimo futuro», aggiunge la Bce. Il futuro è tutt'altro che roseo, in quanto le ultime analisi hanno «messo in luce un contesto caratterizzato da incertezza. Le prospettive economiche – avverte l'istituzione guidata da Mario Draghi- restano soggette a rischi al ribasso».

«I mercati del lavoro dell’area euro continuano a indebolirsi» prosegue nel suo infelice rapporto la Bce. Gli esperti dell'Eurotower sottolineano come l'occupazione sia diminuita nella seconda metà del 2011 a fronte di un nuovo aumento del tasso di disoccupazione (del 10,9%, con un incremento di 1 punto percentuale rispetto all'aprile del 2011, mentre la disoccupazione giovanile ha raggiunto la soglia del 35%). Secondo le indagini della Bce l'andamento negativo dell'occupazione, perdurerà sia nell'industria sia nei servizi.

L'allarme riguarda anche la situazione finanziaria delle piccole e medie imprese nell'Eurozona  «deteriorata fra ottobre e marzo, con una disponibilità di finanziamento esterno ridotta». E allo stesso tempo «aumentano i casi di rifiuto delle richieste di prestiti bancari». Una strategia, quelle della banche, che la Bce definisce «assai prudente». In particolare, è «il 13% delle pmi che ha dichiarato di essersi vista rifiutare il credito richiesto». Una percentuale addirittura superiore del 10% rispetto all'ultimo bollettino.

La Bce ha poi tagliato le stime di crescita del pil 2012 a -0,2% in lieve peggioramento dallo -0,1% previsto tre mesi fa. Per il 2013 ci sarà un'ulteriore contrazione, stimata all'1% (1,1% a febbraio). Per di più si è assistito ad un ritorno degli "spread" di Italia, Francia e Spagna tra la fine di aprile e l'inizio di maggio «per un valore compreso tra 20 e 40 punti base».

Ma all'orizzonte non c'è solo il nero, la Bce infatti:

 continua ad attendersi che in corso d’anno l’economia dell’area dell’euro registri un graduale recupero, favorito dalla domanda estera, dai tassi di interesse a breve termine molto contenuti nell’area e da tutte le misure adottate per promuovere il buon funzionamento dell’economia dell’area.

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