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Il 30° carnevale del Gridas: dietro le quinte – dopo #occupyscampia [REPORTAGE]

Dietro le quinte del Carnevale indetto dal Gridas (Gruppo di Risveglio dal Sonno) che da trentanni è in prima linea per combattere il grigiore e la miseria di una periferia martoriata dalla camorra come Scampia. Ecco chi occupa le strade tutti i giorni e fornisce alternative concrete a bambini e adulti.

#occupyscampia: dietro le quinte del Carnevale dei Gridas

Trentesima sfilata tra le strade di Scampia per il Carnevale del Gridas, fervono i preparativi per domenica 19 febbraio

L'appuntamento è per domenica (domani) 19 febbraio davanti alla sede del Gridas a Scampia, per il trentesimo corteo di Carnevale che sfilerà come ogni anno per le strade di una periferia martoriata e spesso dimenticata. Nel 1983 il Gruppo di Risveglio dal Sonno diretto da Felice Pignataro diede il via a questa ricorrenza coinvolgendo le scuole del quartiere per parlare non soltanto delle problematiche locali, ma soprattutto denunciare i grandi temi globali che nella periferia nord di Napoli si fanno sentire con tutti i propri effetti più negativi. Il Gridas è diventato negli ultimi trentanni il centro da cui sono nate una miriade di associazioni che spesso si sostituiscono allo “stato sociale”, fornendo servizi essenziali alle famiglie in difficoltà, combattendo la camorra giorno dopo giorno andando a incidere sulla miseria e l'ignoranza che ne sono spesso le cause primarie.

Il 30° carnevale del Gridas: dietro le quinte - dopo #occupyscampia [REPORTAGE].

Dal Gridas nasce anche l'associazione “Chi rom e…chi no” che si prende cura dei bambini e degli adulti che vivono nei campi insalubri di Scampia. Il tema scelto quest'anno per la sfilata di Carnevale è: ”O LA BORSA O LA VITA ovverossia DOVE VA IL MONDO”, i numerosi carri tematici che sfileranno sotto le Vele e sotto le piazze di spaccio delle Case dei Puffi saranno l'allegoria della crisi economica internazionale, della dittatura finanziaria che stringe l'Europa intera in una morsa mortale e del saccheggio di tutti i servizi sociali essenziali. Un dramma che il Gridas affronta con il sorriso, parodiando la miseria e cercando di capirla e superarla.

Quattro carri principali: la macchina dello Spread -con lo (S)Predatore, famelico pescecane finanziario- a forma di grafico di borsa con ai lati i tagli alle pensioni e ai servizi pubblici; la clessidra del tempo (che ormai manca sempre di più nella frenetica società contemporanea); il drago-inchiesta con al posto delle scaglie disegni dei bambini seguiti dal presidio territoriale Mammut di Piazza della Resistenza; infine, la Gru- carro allegorico presente anche l'anno scorso, riportato in strada perché, in fin dei conti, non è cambiato nulla: “I No Tav combattono ancora per difendere il proprio territorio, ogni giorno questo governo cerca di sabotare l'esito del referendum sull'acqua pubblica ei cittadini chiedono ancora un piano rifiuti che non preveda discariche e inceneritori” afferma Martina Pignataro, la figlia di Felice e animatrice del Gridas assieme a sua madre Mirella.

L'appuntamento è per domani e fanpage.it ci sarà per trasmettere in diretta la manifestazione.

Scampia, i preparativi del Gridas per il Carnevale 2012
STORIE INTERESSANTI
cronaca Poche decine di persone scese in piazza a Scampia contro il finto coprifuoco della camorra denunciato dalla stampa napoletana nei giorni scorsi. La protesta nata su Twitter su proposta della deputata PD Pina Picierno non raccoglie il favore dei residenti ei movimenti antimafia si spaccano.

italia La diretta streaming dell'evento di oggi in piazza Giovanni Paolo II: una grande occasione di confronto con le associazioni che da sempre operano sul territorio di Scampia.

cronaca Il Mattino di Napoli pubblica un articolo secondo cui la camorra avrebbe imposto ai cittadini di Scampia e Melito di non uscire di casa dopo le 19, le donne dovrebbero evitare anche durante il giorno. Lo sdegno parte dal web e l'hashtag #OccupyScampia mobilita il popolo di Twitter.

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Giocata sull'ambiguità della commistione tra personaggi famosi e contenuti sottostimati dai media, nonostante il fumo negli occhi grazie a elementi di fascino e originalità (dalla location delle OGR di Torino, alla "parola" come elemento scenico), Quello che (non) ho non riesce a presentarsi come buona televisione culturale, innovativa e di rottura.

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