I No Tav pronti a nuove iniziative, oggi appuntamento a Giaglione e sul cantiere

Dopo la giornata di ieri con manifestazioni in tutta Italia, oggi il movimento No Tav tornerà sul cantiere della ferrovia con una marcia pacifica che partirà da Giaglione per arrivare alle recinzioni in Valle Clarea.
Dopo la giornata di ieri con manifestazioni in tutta Italia, oggi il movimento No Tav tornerà sul cantiere della ferrovia con una marcia pacifica che partirà da Giaglione per arrivare alle recinzioni in Valle Clarea.

Dopo lintensa giornata di manifestazioni di ieri, anche oggi i No Tav scenderanno instrada per ritrovarsi sui luoghi simbolo della contestazione in Val di Susa. Il comitato No tav ha in programma un giorno di incontri e riunioni ma soprattutto una lunga passeggiata per ritornare di nuovo intorno alle recinzioni che delineano il cantiere della ferrovia alta velocità Torino Lione in Valle Clarea.

Una necessità per ricominciare a parlare del fatto concreto, sottolineano dal movimento, dopo gli schieramenti ideologici sui fronti del sì e del no alla Tav. Dopo le numerose iniziative in tutta Italia con il blocco di alcune arterie stradali sia in Val di Susa che nella Capitale la nottata è passata tranquilla e senza incidenti. Il programma della Domenica prevede una polentata per tutti i partecipanti e simpatizzanti del movimento a Giaglione in provincia di Torino, per discutere sulle prossime iniziative e stare insieme, mentre successivamente ci sarà la "passeggiata" verso la vicina Valle Clarea dove sono installate le recinzioni del cantiere che dovrà effettuare lo scavo del tunnel della ferrovia.

La manifestazione dovrà rimanere pacifica secondo le intenzioni degli organizzatori, ma è probabile che ci saranno alcuni blitz anche simbolici sulle recinzioni, come accaduto in passato e come avvenuto ad esempio ieri con i flashmob e l'occupazione di alcuni svincoli autostradali. Intanto dal Viminale confermano che nessuna violenza sarà tollerata e si promette una linea dure nei confronti dei manifestanti, arrivando anche ad ipotizzare il reato di associazione a delinquere per i gruppi organizzati. Da parte delle Forze dell'Ordine dunque il grado di allarme resto alto e si studiano le contromosse per arginare la frangia più violenta del movimento no tav.

Dal mondo politico il Governo e i maggiori partiti in Parlamento confermano la linea dura e non aprono ad alcun compromesso, mentre sia l'Italia dei valori che i partiti di sinistra fuori dal Parlamento chiedono una momentanea moratoria sui lavori, una pausa di riflessione per ridiscutere l'opera. Da questo punto di vista si fa sempre più largo l'ipotesi di una marcia dei favorevoli alla Tav in Val Di Susa secondo le prime iniziative lanciate da alcuni sindaci locali.

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