A Lampedusa dieci migranti muoiono in mare prima di raggiungere la costa
La primavera è da poco arrivata e con essa riprendono i viaggi della speranza dalle coste libiche e tunisine verso l’isola di Lampedusa, viaggi che troppo spesso si tingono del sangue dei migranti. Una nuova, disperata traversata dalla Libia è diventata, infatti, per gli ultimi migranti in ordine cronologico che hanno provato ad entrare nel nostro Paese il viaggio della morte: non è trascorso ancora un mese dall’ultima tragedia verificatasi nelle acque di Lampedusa, quando la Guardia costiera ha scovato cinque cadaveri su un barcone che trasportava oltre cinquanta persone, che la storia torna dunque a ripetersi. Nel primo pomeriggio di ieri un barcone di immigrati era stato soccorso dalla Nave Orione della Marina: a bordo dell’imbarcazione c’erano 48 migranti tra cui 12 donne, tre di queste erano anche incinte. Questi 48 migranti, recuperati dalla Guardia costiera a circa 60 miglia a Sud di Lampedusa, hanno parlato dell’ennesima tragedia vissuta a bordo del loro barcone: dieci di loro non sarebbero sopravvissuti alla traversata morendo in mare.
Sei somali e quattro eritrei non avrebbero raggiunto le coste di Lampedusa – Dieci migranti, sei di nazionalità somala e quattro dell’Eritrea, partiti dalle coste straniere, non avrebbero raggiunto quelle italiane: i migranti arrivati a Lampedusa hanno raccontato il dramma alle autorità e, secondo quanto si apprende dal comandante della Capitaneria di porto di Lampedusa, il tenente di Vascello Giuseppe Cannarile, gli stessi migranti sopravvissuti non avrebbero saputo fornire altri dettagli non riuscendo, infatti, a specificare come e in quale momento della traversata i loro compagni sarebbero finiti in mare. Lo stesso soccorso del barcone con i 48 migranti non sarebbe stato semplice dato che le condizioni del mare era pessime e il loro gommone instabile ma, secondo quanto si apprende, tutti i migranti che erano ancora a bordo dell’imbarcazione sono stati salvati nella serata di ieri prima che facesse buio. Poi, nel porto di Lampedusa, la drammatica “confessione” dei compagni giunti a terra.