Via libera dal Parlamento europeo alla risoluzione non vincolante che riconosce Juan Guaidó, presidente dell'Assemblea Nazionale di Caracas, come presidente legittimo ad interim del Venezuela. La risoluzione è passata con 439 voti a favore, 104 contrari e 88 astensioni. Tra gli astenuti, gli eurodeputati M5S e leghisti e 5 del Pd. Stati Uniti e vari Paesi dell'America latina hanno già riconosciuto Guaidó, mentre altre nazioni tra cui Francia, Regno Unito, Germania e Spagna hanno dato un ultimatum al presidente Nicolas Maduro, la cui rielezione considerano illegittima: se nei prossimi giorni non avrà indetto nuove elezioni, riconosceranno il suo avversario.

"Se domani finisce l'usurpazione (del potere da parte di Nicolas Maduro, ndr) e iniziamo il processo di transizione, potremo avere libere elezioni in 6-9 mesi, massimo 12", ha detto in un'intervista Juan Guaidó. Per lui "in Venezuela non c'è il rischio di una guerra civile" come temono alcuni "perché il 90% della popolazione vuole un cambiamento. C'è solo una piccola leadership militare che sostiene il regime". Poi, mentre teneva un discorso programmatico all'Università di Caracas si è interrotto per fare questa comunicazione urgente: "In questo momento i Faes sono a nella mia casa, stanno cercando Fabiana". I Faes sono le Forze di intervento speciale della polizia venezuelana, e Fabiana Rosales è la moglie di Guaidó.

Il governo italiano sulla crisi in Venezuela è ancora spaccato. "Maduro? Convochi nuove elezioni autorizzando osservatori indipendenti magari mandando l'Osce ed ad operare fuori teatro. La Lega considera la presidenza Maduro terminata", ha detto in un tweet il sottosegretario agli Esteri della Lega Guglielmo Picchi. La tensione è alle stelle: "Certamente troviamo assurde fuori dalla realtà le dichiarazioni di certi esponenti dei Cinque Stelle, anche di governo", ha aggiunto Guglielmo Picchi contattato al telefono dall'Agi – "Non hanno capito la gravità della situazione. La Lega è di tutt'altra opinione e soffre le posizioni ideologiche. La linea del governo è quella che ha espresso ieri Moavero in Parlamento".

La pensa diversamente il M5S: "Si tratta di un atto politico che rischia di destabilizzare e far precipitare la crisi venezuelana, rendendo più difficile il dialogo e una soluzione negoziale", hanno dichiarato gli europarlamentari pentastellati, che si sono astenuti, insieme ai colleghi leghisti e a cinque del Pd, cioè Goffredo Bettini, Brando Benifei, Cecile Kyenge, Andrea Cozzolino ed Elena Gentile, considerati vicini al governatore del Lazio Nicola Zingaretti. Anche il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano, in un'intervista a Tv2000, ha criticato la risoluzione del Parlamento Ue: "Siamo totalmente contrari al fatto che un Paese o un insieme di Paesi terzi possano determinare le politiche interne di un altro Paese. Si chiama principio di non ingerenza ed è riconosciuto dalle Nazioni Unite".  Gli fa eco Alessandro Di Battista: "L'Italia, con forza, sposi la linea del dialogo tra governo e opposizioni promossa da Messico e Uruguay".

 Al presidente dell'Europarlamento Antonio Tajani non è piaciuta la posizione assunta da M5S, Lega e Pd in Europa: "Ho appena annunciato a Juan Guaidó che il Parlamento Ue lo riconosce come presidente ad interim del Venezuela. Spiace che Movimento 5 Stelle Europa, Lega e molti del Pd si siano astenuti, senza schierarsi contro la dittatura di Nicolas Maduro". 

"Ottima notizia: il Parlamento Europeo ha riconosciuto Guaidó come legittimo presidente del #Venezuela. L'Europa sta dalla parte della democrazia, contro i dittatori! Trovo invece inaccettabile che qualcuno nel mio partito si sia voluto allineare a Lega e Cinque Stelle astenendosi". ha scritto su Twitter Anna Ascani, deputata del Pd e in ticket con Roberto Giachetti nella corsa alla segreteria del partito.

"I colleghi eurodeputati Pd che sul #Venezuela si sono astenuti chiariscano al più presto e senza esitazioni se si è trattato di un imperdonabile e inammissibile errore o se davvero sostengono la stessa posizione di Lega e M5s. Sul no alla dittatura non possono esserci equivoci". ha scritto su Twitter il deputato del Partito democratico Michele Anzaldi.

"Sulla crisi in Venezuela il Partito Democratico condivide e sostiene le posizioni assunte dall'Unione Europea e oggi ribadite dalla risoluzione del Parlamento Europeo. Atteggiamenti diversi di singoli parlamentari non inficiano una posizione netta e chiara", ha spiegato in una nota Piero Fassino, della direzione del Pd e vicepresidente della commissione Esteri della Camera dei Deputati. "Men che meno ha senso piegare strumentalmente la vicenda venezuelana in chiave congressuale, anche perché tanto Zingaretti quanto gli altri candidati alla segreteria hanno espresso le stesse posizioni, chiedendo che in Venezuela si convochino nuove libere elezioni che consentano al Paese di ritornare alla democrazia e allo stato di diritto".

L'Alto rappresentante Ue Federica Mogherini ha fatto sapere poi che l'Europa ha deciso di "stabilire un gruppo di contatto internazionale per accompagnare il processo democratico verso nuove elezioni presidenziali in Venezuela". Il gruppo sarà coordinato dall'Ue, il suo lavoro sarà soggetto ad una revisione dopo 90 giorni, ne faranno parte alcuni Paesi dell'Unione, tra cui l'Italia, e Stati dell'America Latina. Lo ha annunciato al termine della prima giornata di lavori della riunione dei ministri degli Esteri, a Bucarest.