Il contratto è chiuso, l’accordo sul nome del presidente del Consiglio c’è e ora il governo tra MoVimento 5 Stelle e Lega sembra davvero vicino. Oggi le due delegazioni, di cui faranno parte anche i leader Luigi Di Maio e Matteo Salvini, saliranno al Colle per riferire al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e per fare il nome della personalità individuata per guidare l’esecutivo. Quasi tutti gli organi di stampa danno ormai per scontato che il prossimo inquilino di Palazzo Chigi sarà Giuseppe Conte, docente di Diritto privato e già indicato dal M5s come ministro in pectore prima delle elezioni del 4 marzo. Mattarella parlerà poi con il presidente del Consiglio incaricato per discutere della squadra di governo: di ministri se ne parla solo a incarico conferito, è la linea del Quirinale.

Ma i nomi dei possibili ministri circolano già da giorni e sono vari quelli fatti sia in quota M5s che in quota Lega. Da una parte ci sono Matteo Salvini e Luigi Di Maio che saranno ministri (uno all’Interno e l’altro a Lavoro e Sviluppo economico), dall’altra continua il braccio di ferro su alcuni dicasteri importanti: uno su tutti quello dell’Economia che la Lega vorrebbe per sé ma su cui Mattarella potrebbe avere un ruolo determinante. Non sarà una emanazione diretta dei due partiti, invece, il ministro degli Esteri: alla Farnesina ci dovrebbe essere Giampiero Massolo, già indicato negli scorsi giorni come possibile presidente del Consiglio.

I ministri del M5s

Luigi Di Maio ha espressamente chiesto di fare il ministro del Lavoro e/o allo Sviluppo economico. L’idea del capo politico pentastellato è quella di accorpare i due ministeri per formare un superministero di Lavoro e Sviluppo economico. Schema che la Lega sembra condividere. Nel governo dovrebbero entrare anche i fedelissimi di Di Maio. Si parte da Alfonso Bonafede, indicato come possibile ministro della Giustizia. Ci dovrebbe essere anche Riccardo Fraccaro, attuale questore anziano della Camera, che punta a eliminare i vitalizi. Vincenzo Spadafora, ormai uomo ombra di Di Maio, potrebbe guidare il ministero dell’Istruzione (ma per viale Trastevere si fa anche il nome del rettore della Statale Gianluca Vago) o potrebbe essere il futuro ministro agli Affari europei. L’attuale capogruppo alla Camera del M5s, Giulia Grillo, dovrebbe invece andare alla Sanità.

Si parla anche di Laura Castelli: per lei possibile un incarico alle Infrastrutture o alla Pubblica amministrazione. Emilio Carelli, ex direttore di Sky Tg24 e ora parlamentare, potrebbe guidare il ministero dei Beni culturali. Tornano poi i nomi di due dei ministri indicati da Di Maio prima delle elezioni: Sergio Costa per l’ambiente e Domenico Fioravanti per lo Sport. Infine, Vito Crimi potrebbe assumere la delega ai Servizi per contrastare il ruolo di Salvini agli Interni.

I ministri della Lega

La base da cui parte il Carroccio è che il suo segretario Matteo Salvini vada al Viminale. Anche il leader leghista vuole avere nella squadra di governo gli uomini  a lui più vicini. Ci sarà quindi Gian Marco Centinaio, attuale capogruppo alla Lega, che potrebbe avere il ministero del Turismo o degli Affari regionali. Nicola Molteni potrebbe andare all’Agricoltura (ma si fa anche il nome di Fontana), mentre Giancarlo Giorgetti viene riproposto o come ministro dell’Economia (ma la battaglia è dura) o come sottosegretario alla presidenza del Consiglio.

La Lega vorrebbe anche Simona Bordonali, ex assessore alla Sicurezza e alla Protezione Civile in regione Lombardia con Roberto Maroni, come ministro della Famiglia o della Disabilità. Altro ministero potrebbe andare a Giulia Bongiorno, il cui nome sembra essere papabile per Riforme e Rapporti con il Parlamento (in salita la strada verso il ministero della Giustizia). Nel Carroccio circola poi l’idea di riportare al ministero agli Affari europei Enzo Moavero Milanesi che ha già ricoperto questo ruolo durante il governo guidato da Enrico Letta. Uomo molto gradito a Bruxelles, potrebbe essere un importante segnale di distensione verso l’Ue.

Spunta poi qualche nome tecnico. Uno di questo è quello di Paolo Savona, ex ministro dell’Industria nel governo Ciampi. Il Carroccio vorrebbe le Finanze ma le posizioni no-Euro che di recente Savona ha fatto trasparire potrebbero non convincere il Colle. Alla Lega potrebbero spettare anche i Trasporti (si fa il nome di Stefano Candiani) e l’Ambiente (la candidata in pole è Lucia Borgonzoni). Infine, nel governo potrebbe entrare anche Guido Crosetto, come ministro della Difesa. Crosetto, secondo quanto riportano alcuni giornali, sembra essere intenzionato a lasciare Fratelli d’Italia per approdare nel gruppo Misto ed entrare anche nell’esecutivo che il partito di Giorgia Meloni non sosterrà.