I locali dell'ex Villaggio Olimpico di Torino (ex Moi) sono stati sgomberati questa mattina all'alba: il provvedimento, voluto dal Comune di Torino, ha assunto caratteristiche decisamente diverse da quelle dei "normali" sgomberi abitativi, dal momento che – nonostante la massiccia presenza degli uomini della questura di Torino – gli stessi occupanti sono stati coinvolti nella decisione. Per questa ragione si è parlato di "sgombero dolce". Negli scantinati dell'ex Moi vivevano da tempo una sessantina tra profughi e alcune famiglie italiane in difficoltà. Le operazioni si sono svolte senza particolari tensioni e solo un uomo ha tentato di opporre resistenza, ed è stato portato via di pesa dagli agenti di polizia. Sul posto, oltre a poliziotti in assetto antisommossa, anche ambulanze e personale della Croce Rossa che ha fornito assistenza primaria.

Lo sgombero di questa mattina è il secondo nel giro di circa un anno: un centinaio di persone erano state già allontanate alcuni mesi fa, ma i cancelli posti a protezione della struttura erano stati ben presto diverti e una sessantina di persone, per lo più straniere, erano tornate a occupare i locali. Lo sgombero dell'ex Moi vede impegnati, in un progetto di ricollocazione dei migranti, Prefettura, Questura e Comune di Torino, insieme con la Diocesi, la Regione Piemonte e la Compagnia di San Paolo. Gli occupanti che hanno accettato di aderire al piano di inclusione verranno trasferiti al centro della Protezione Civile di via delle Magnolie, nel quartiere Vallette, a bordo di pullman messi a disposizione dal Comune, per poi venire smistati nuovamente e in via temporanea in alcune abitazioni, come previsto dal progetto di ricollocamento.