Il suo obiettivo era “far esplodere la città di Roma”, luogo “da dove deve iniziare l’Islam”, per rivendicare la guerra del Daesh, il sedicente Stato Islamico. Un proposito costato oggi l’espulsione ad un 40enne marocchino residente a Monselice, in provincia di Padova. Il provvedimento di “prevenzione del terrorismo” è stato firmato dal Ministero dell’Interno, Angelino Alfano. “Il mese di ramadan era finito – scrivono i carabinieri del Ros, che hanno condotto le indagini- e come musulmano si sentiva oppresso per le iniziative contro gli appartenenti a tale religione da parte di cristiani ed ebrei”. “Era offeso poiché sia l’Unione Europea sia gli Stati Uniti stavano combattendo gli appartenenti all’Isis per questo era intenzionato a vendicare il mondo arabo per le iniziative intraprese da questi Paesi, minacciando di far esplodere la città di Roma” continua la nota.

Da qui, l’intenzione di vendicare il mondo arabo, facendo saltare in aria la Capitale. Il marocchino avrebbe poi manifestato l’intenzione, passando per la Turchia, di voler raggiungere i combattenti ‘mujaheddin’ impegnati nelle zone più calde dei conflitti in Medio Oriente. Risulta inoltre che l’uomo avesse frequentato con regolarità, l’Associazione Culturale Islamica locale, dalla quale era stato però allontanato, poiché aveva esternato “un credo radicale volto alla totale chiusura nei confronti del mondo occidentale”. Contestualmente al provvedimento di espulsione, i Ros hanno eseguito una perquisizione locale e personale nella abitazione del 40enne a Monselice, delegata dall'autorità giudiziaria veneziana, con il sequestro di materiale informatico. La misura, si legge in una nota dell'arma, scaturisce dagli elementi raccolti nell'ambito dell'attività investigativa svolta dal Ros per il contrasto del radicalismo di matrice confessionale.