Inseguiti e accerchiati poi, sotto la minaccia di una bottiglia con il collo rotto, hanno afferrato lei tentando di trascinarla via palpeggiandola e picchiato lui. La coppia polacca non è la sola vittima della banda di violenti che ha stuprato una 26enne venerdì scorso sulla spiaggia di Miramare, a Rimini, nei pressi del bagno 130: lo scorso 12 agosto, due ragazzi originari di Cocquio Trevisago e oggi residenti a Legnano, in provincia di Milano, sarebbero stati aggrediti dagli stessi quattro malviventi che, qualche giorno dopo, si sono resi protagonisti della sconvolgente vicenda di cronaca (la banda ha stuprato anche una transessuale peruviana) che ancora oggi tiene banco.

Il drammatico racconto della vittima

Conviventi e in vacanza nella Rimini di Bellariva, i due si stavano dirigendo alla prima fermata dell’autobus di Miramare, proprio nel quartiere teatro della duplice violenza di venerdì. “Appena imboccata la strada che porta al mare, vicino alla discoteca, abbiamo notato due soggetti che ci seguivano in maniera sospetta — ha raccontato la donna di origini africane ai carabinieri nella denuncia—. Temendo che potessero farci del male, ci siamo divisi e io ho iniziato a correre prendendo le vie limitrofe mentre Alex mi seguiva a distanza. I due sono stati raggiunti da altre persone che provenivano dalla parte opposta. Uno di questi è venuto da me e io ho iniziato a gridare aiuto ma l’uomo, minacciandomi con una bottiglia di vetro, mi ha costretto contro un muro e ha iniziato a palpeggiarmi su tutto il corpo. Io continuavo a urlare e così lui ha smesso perché stavo attirando l’attenzione dei residenti”.

Lui picchiato, lei palpeggiata

I quattro del branco, a quel punto, hanno rapinato i due fidanzati dei loro telefoni cellulari e del portafogli, per poi fuggire via. Non prima di aver pestato l’uomo. “Etnia africana, altezza circa un metro e ottanta, piuttosto robusto, indossava un cappellino con visiera e una felpa con cappuccio, correva in modo anomalo” così la ragazza descrive uno degli uomini del branco. E fornisce qualche particolare anche degli altri tre: “Due avevano la carnagione olivastra e uno bianca, giovani, parlavano bene l’italiano. Sarei in grado di riconoscere quello che mi ha toccata, mentre Alex potrebbe riconoscere solo uno degli altri tre”.