È iniziato nel 1957 con il Trattato di Roma del 25 marzo, si è strutturato nel 1997 con il Trattato di Amsterdam e si è definito con il Trattato di Nizza del 2003 per poi continuare con il trattato di Lisbona del 2007: questo in breve il percorso di sessant'anni verso la realizzazione dell'Unione Europea, un esempio unico al mondo di integrazione tra stati nazione. Un percorso rapido e recente che affonda le sue radici in tempi lontani e remoti, quelli di Erasmo da Rotterdam e del suo amore per l'Europa della cultura. In tempi a noi più vicini, è importante ricordare i “padri fondatori” dell'Unione Europea – Jean Monnet, Robert Schuman, Konrad Adenauer, Alcide De Gasperi, Joseph Bech, Johan Willem Beyen e Paul-Henri Spaak – che si sono spesi per realizzare questa idea: una comunità di popoli diversi, profondamente diversi, che tuttavia stanno imparando a considerare i confini nazionali come delle cerniere e non delle cesure; un ideale in cui credere, per alcuni, ma che passa da tanta concretezza che spesso si trascura di evidenziare o rimane nascosta nelle pieghe della vita quotidiana.

Il cammino dell'Europa

Eppure nella quotidianità della propria vita, l'Europa c'è. Si può fare la valigia e salire su un treno o su un'auto senza percepire nessun confine per centinaia di chilometri. Si può vivere ovunque si voglia: 17 milioni di cittadini dell'Unione Europea nel 2017 vivevano in un Paese dell'UE diverso da quello di origine. L'Unione Europea accresce e semplifica la possibilità di progettare la propria vita: realizzarsi, aumentare le proprie competenze, lavorare dove si desidera. L'Unione Europea aumenta la possibilità di essere liberi. Questo il vero marchio dell'Unione Europea: estendere quei valori sui quali consapevolmente nei secoli ogni nazione ha puntato per realizzare la democrazia. Valori che si sono scoperti universali definitivamente nella Francia rivoluzionaria del 1789, ma che si sono scontrati con la comparsa delle grandi dittature e dei movimenti nazionalisti del Novecento che hanno portato alla tragedia della Seconda Guerra Mondiale. Valori che ricorrono spesso nelle parole di chi vide l'Europa nel 1945 uscire dalla distruzione. Lo stesso Winston Churchill profetizzò nel Discorso a Zurigo tenuto il 19 settembre nel 1946 la nascita degli Stati Uniti d'Europa come rimedio alla riduzione in schiavitù e alla perdita della libertà: "Qual è questo rimedio sovrano? Esso consiste nella ricostruzione della famiglia dei popoli europei, o in quanto più di essa possiamo ricostituire, e nel dotarla di una struttura che le permetta di vivere in pace, in sicurezza e in libertà. Dobbiamo creare una specie di Stati Uniti d'Europa. Solo in questo modo centinaia di milioni di lavoratori saranno in grado di riconquistare le semplici gioie e le speranze che rendono la vita degna di essere vissuta". Non è facile: è un cammino faticoso, a volte centripeto e a volte centrifugo, ma che ha bisogno di rimanere saldo di fronte a questi valori.

Le votazioni in breve

Tra il 23 e il 26 maggio 2019 l'Unione Europea affronta un altro passo del suo percorso. Circa 400 milioni di cittadini europei sono chiamati a votare per rinnovare il Parlamento Europeo per altri cinque anni: saranno 751 i membri del nuovo Parlamento, almeno finché la Brexit non decreterà definitivamente l'uscita dei 73 rappresentanti del Regno Unito. Votare significa esercitare la libertà di dare un orientamento a questa comunità di Paesi nel percorso da intraprendere verso il futuro. C'è ancora tanto da fare. Ma ciascuno può fare la sua parte. StavoltaVoto.

Il voto in Italia

In Italia si vota domenica 26 maggio dalle 7 alle 23 per eleggere i 73 eurodeputati tra i candidati delle liste dei vari partiti nazionali. Le circoscrizioni in cui l'Italia è divisa per le elezioni europee sono cinque: Italia nord-occidentale (Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia); Italia nord-orientale (Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna); Italia centrale (Toscana, Umbria, Marche, Lazio); Italia meridionale (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria); Italia insulare (Sicilia, Sardegna). Ciascuno può mettere una X sul contrassegno della lista preferita e può esprimere al massimo 3 preferenze: le 3 preferenze devono andare a candidati di sesso diverso, altrimenti verranno annullate. Ogni partito nazionale chiede di aderire a un gruppo sovra-nazionale come il Partito Popolare europeo, il Partito Socialista europeo, i liberali dell'Alde, l'Europa delle Nazioni e Libertà, la sinistra di Gue/Ngl, i Riformisti dell'Ecr, i Verdi e l'Efdd.

Gli organi dell'Unione Europea

Nell’Unione Europea esistono varie istituzioni con poteri decisionali diversi. La Commissione europea, composta da un commissario per ogni Stato, rappresenta gli interessi dell’UE nel suo complesso: è l’organo esecutivo dell’Unione Europea e promotrice del processo legislativo, controlla il rispetto dei Trattati da parte degli Stati membri e rappresenta l'Europa a livello internazionale. Il Consiglio europeo, costituito dai capi di governo o di Stato delle nazioni UE, stabilisce gli orientamenti politici generali e le priorità. Il Consiglio dell'Unione Europea, ossia l'organo che riunisce i rappresentanti dei Governi degli stati membri, che negozia e adotta gli atti legislativi, insieme al Parlamento Europeo – quello che verrà rinnovato il 26 maggio –, che invece raccoglie i rappresentanti eletti direttamente dai cittadini europei.

Votare un rappresentante per il Parlamento Europeo, significa orientare uno dei due organi che detengono il potere legislativo dell’Unione europea, cioè sono responsabile dell’approvazione di regolamenti, direttive e altri atti legislativi. Votare, in ultima analisi, significa far sentire la propria voce in merito a scelte che ci riguardano da vicino.