“Il futuro dipende da quello che ne faremo. L’Europa sarà quello che noi vorremo che sia. Dobbiamo smettere di distruggere, e lavorare per costruirla, per rafforzarla, e per costruire il mondo in cui vogliamo vivere”. Con queste parole la presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen ha concluso il discorso sullo stato dell’Unione che si è tenuto nell’emiciclo di Bruxelles il 16 settembre.

Ma cosa è il discorso sullo stato dell’Unione e perché è così importante? E’ una relazione tenuta dalla presidente della Commissione europea, al Parlamento europeo durante la plenaria del mese di settembre. E’ stato istituito dal Trattato di Lisbona con l’obiettivo di rendere la vita politica dell’Unione più trasparente ed è seguito da un dibattito generale. Il primo a pronunciarlo è stato il presidente Jose Manuel Barroso, nel 2010. E’ durante questo discorso che la Commissione riferisce davanti al Parlamento del suo operato dell’anno precedente e presenta le priorità e le proposte per il lavoro successivo. Si tratta di un momento essenziale perché il Parlamento europeo, unica istituzione dell’Unione a essere direttamente eletta dai cittadini, insieme al Consiglio discute e approva le proposte presentate dalla Commissione, e durante questo dibattito può svolgere il suo ruolo di controllo sull’esecutivo.

Quest’anno è stato il primo discorso di Ursula Von der Leyen che è alla guida della Commissione europea dal dicembre 2019 ed è stato particolarmente importante perché l’Unione europea si trova a dover affrontare le sfide poste dalla pandemia di Covid-19, ma anche perché in questi mesi le istituzioni sono impegnate nelle negoziazioni per il prossimo quadro finanziario pluriennale:​ il bilancio dell’Unione che delinea i fondi a disposizione in una programmazione di sette anni​.

La gestione della crisi sanitaria è stata protagonista di questa relazione. La presidente della Commissione europea ha sostenuto che una delle prime lezioni da trarre è quella di “far diventare realtà un’Unione europea della salute”. Ed è proprio in questa direzione che “d’accordo con il presidente Conte, e con la presidenza italiana del G20 – come ha chiarito Von der Leyen al Parlamento europeo – proporremo un summit globale sulla salute da tenersi in Italia nel 2021”.

Non si è però discusso solo di Covid-19, Von der Leyen ha toccato molti punti importanti e ha annunciato i progetti sui quali la Commissione vuole concentrare il proprio lavoro nel futuro. Tra questi: la riconversione ecologica, con l’impegno concreto di aumentare l’obiettivo di riduzione delle emissioni entro il 2030, che passerebbe dal 50 per cento al 55 per cento; la necessità di puntare su investimenti digitali e anche quella di velocizzare il processo decisionale per far in modo che l’Ue possa essere più efficace. La presidente della Commissione ha anche discusso di politica estera, in primo luogo sottolineando la necessità di collaborare con le istituzioni internazionali assumendo, per esempio, un ruolo di guida nella riforma di organizzazioni come l’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) e dell’Omc (l’Organizzazione mondiale del commercio). Von der Leyen ha anche chiesto un maggiore impegno sul tema dell’immigrazione, presentando l’intenzione di riformare il trattato di Dublino. A fianco a questi temi è stato annunciato un piano d’azione contro il razzismo e l'incitamento all'odio, ​insieme alla necessità di combattere contro la discriminazione delle persone LGBTQI e di riconoscere le loro relazioni familiari in tutta l’Unione europea.

Dopo il discorso di Von der Leyen è stato il turno degli eurodeputati, prima hanno preso parola i presidenti dei sette gruppi politici che compongono il Parlamento europeo, poi si sono espressi gli altri colleghi. In generale, il discorso e l’annuncio di nuovi progetti e iniziative hanno suscitato per lo più reazioni positive con i diversi gruppi politici e i singoli eurodeputati che hanno sottolineato i temi sui quali l’Unione europea dovrebbe concentrare la propria azione. Manfred Weber (Epp, Partito popolare europeo, gruppo che accoglie la delegazione di Forza Italia) ha evidenziato quanto sia importante che l’Ue parli con una sola voce in politica estera, l’S&D (Alleanza progressista di socialisti e democratici, dove siedono gli eurodeputati del Pd e Azione) con la risposta della ​capogruppo, Iratxe García Pérez, ha apprezzato l’aumento dell’obiettivo di riduzione delle emissioni, ma ha sottolineato anche la necessità di una strategia europea contro la povertà e ​un sostegno al settore culturale. Commenti positivi anche da parte di Renew Europe (dove si trovano i rappresentanti di Italia viva) per cui “il piano per la ripresa è un passo in avanti storico”, come detto dal capogruppo Dacian Cioloş e dal gruppo dei Verdi/Alleanza libera ​europea, che attraverso le parole della leader Ska Keller ha riconosciuto la forza della Commissione nell’andare avanti con la lotta al cambiamento climatico, nonostante “le pressioni ricevute”.

Più critici invece ID (Identità e democrazia), il gruppo in cui siedono gli eurodeputati della Lega, ERC (Conservatori europei), dove si trovano invece i rappresentanti di Fratelli d’Italia e il GUE/NGL (Sinistra unitaria europea/Sinistra verde nordica). I primi sostengono che le regole per l’ambiente vengono perseguite a discapito della competitività, i secondi hanno invece sottolineato quanto l’Unione europea si trovi in una forma peggiore rispetto ai dieci anni precedenti. La Sinistra unitaria europea è tornata sul tema dell’ambiente sostenendo che l’obiettivo della riduzione delle emissioni al 55 per cento sia insufficiente. Toni diversi da parte della delegazione del Movimento 5 stelle, che non appartenendo a nessun gruppo entra nelle file dei “non iscritti”. L’eurodeputata Laura Ferrara ha accolto favorevolmente la proposta della Commissione europea sul salario minimo in tutti gli stati dell’Ue, ha difeso il Green deal e ha ricordato che “in uno dei momenti più difficili per l’economia, la salute, il lavoro; l’Unione europea ha reagito con un piano per la ripresa che prevede ingenti fondi contro la disoccupazione e per la transizione ambientale e tecnologica”.

Il dibattito, che, come ogni seduta del Parlamento europeo è stato trasmesso anche in diretta streaming, è durato circa quattro ore e ha visto alternarsi le posizioni di tutti i gruppi politici e anche dei deputati non iscritti ad alcun gruppo. Prima della conclusione, Ursula Von der Leyen, come di consuetudine, ha replicato ai deputati europei, rinnovando gli impegni della Commissione e rispondendo alle preoccupazioni che alcuni avevano espresso.