Iscriviti a Streghe.
Entra a far parte del nostro Osservatorio sul patriarcato

Immagine realizzata con AI
Immagine realizzata con AI

Ciao,

Ti è piaciuto questo episodio di STREGHE?

condividi

negli ultimi giorni si sta parlando molto del fatto che il Massachusetts abbia eliminato il limite delle 24 settimane per abortire. Ho deciso di scriverne perché il modo in cui se ne sta parlando in Italia, come al solito, è un po’ fazioso. E soprattutto perché, nel racconto che se ne sta facendo, mancano alcuni pezzi importanti.


Streghe è una newsletter femminista. Non è accomodante, e a volte nemmeno troppo educata.

Abbiamo un obiettivo: mettere a nudo e combattere il patriarcato.

Non è un lavoro semplice, ma non nego che mi diverto molto a farlo. Sostieni Streghe: ci si iscrive qui.


Non ti nascondo che sono molto, molto, ma molto infastidita. Perché la questione è seria, complessa, e come tale merita di essere trattata. Invece qui ci troviamo titoli come:

“Aborto senza limiti fino alla nascita, la svolta del Massachusetts”

“Il Massachusetts diventa l'undicesimo stato in cui l'aborto non ha limiti”

“A Boston si potrà abortire anche fino al nono mese".   

Te ne metto tre, tanto se vai a vedere sono praticamente tutti uguali. Purtroppo non va meglio se si aprono i pezzi e si legge il contenuto: leggendo la stampa italiana, sembra infatti che in Massachusetts ogni donna possa decidere di abortire quando e come vuole, fino al giorno prima del parto. La notizia ha suscitato indignazione e ha aperto un dibattito su quanto questa scelta tuteli davvero l’autodeterminazione femminile o se invece si sia andati troppo oltre, fino a discutere se sia giusto consentire un aborto così avanti nella gravidanza anche per un semplice ripensamento sulla genitorialità. Ma c’è un problema: stiamo facendo un dibattito sul nulla, partendo da informazioni sbagliate e viziate, e che quindi non ha alcuna ragione di essere impostato in questi termini. Mi sembra assurdo che si parli in questo modo di un tema così delicato e doloroso.

Fammi fare un po’ di ordine, prima che il cervello mi fumi definitivamente.

Partiamo dalle basi: il Massachusetts ha effettivamente approvato una legge che elimina il limite delle 24 settimane per abortire? Sì. Il Senato statale ha approvato il provvedimento venerdì, inviandolo alla governatrice democratica Maura Healey, che lo ha poi firmato. Vuol dire che una donna può svegliarsi il giorno prima del cesareo e dire: “Sai che c’è? Oggi vado ad abortire”? Assolutamente no. Il provvedimento — mi sembra anche scemo doverlo specificare, ma la mia fiducia nell’umanità oggi finisce direttamente nella tazza del gabinetto — nasce soprattutto per affrontare situazioni in cui, nelle fasi più avanzate della gravidanza, emergono problemi gravissimi: per esempio anomalie fetali molto serie o condizioni che rendono improbabile la sopravvivenza fuori dall’utero. Situazioni che, in alcuni casi, vengono scoperte soltanto dopo la 24esima settimana e che fino a oggi potevano lasciare medici e pazienti in una sorta di zona grigia, perché la legge prevedeva un elenco molto preciso di condizioni nelle quali era possibile intervenire.

La legge del Massachusetts, infatti, parla espressamente di una decisione che deve essere presa dalla paziente insieme al medico. È il medico a valutare le condizioni e a stabilire, sulla base del proprio giudizio professionale, se procedere. Non esiste nessun via libera alle donne che, a 39 settimane + 5, si rendono improvvisamente conto di non volere più quel bambino o quella bambina e decidono semplicemente di interrompere la gravidanza. È una questione posta male, non so se per ignoranza o per malafede, ma raccontarla in questi termini non ci permette di capire che cosa sta realmente succedendo negli Stati Uniti e soprattutto il dramma che alcune donne e alcune coppie si sono trovate ad affrontare dopo aver scoperto gravi malformazioni o condizioni non compatibili con la vita.

Si tratta chiaramente di casi rari, ma esistono. E succedono anche qui in Italia. Parliamo di drammi enormi, nei quali eventuali vuoti o rigidità della legge possono aggiungere altra sofferenza a una situazione già devastante.

Il Massachusetts è il decimo Stato americano in cui non esiste un limite gestazionale fissato per legge per l’aborto. Si tratta di una situazione che va letta anche alla luce di quello che è successo nel 2022, quando la sentenza Dobbs v. Jackson Women’s Health Organization ha cancellato Roe v. Wade e con essa la protezione costituzionale federale del diritto all’aborto, lasciando ai singoli Stati la possibilità di decidere come regolarlo.

Il risultato è che oggi negli Stati Uniti convivono legislazioni completamente diverse: 13 Stati hanno un divieto pressoché totale, mentre altri permettono l’aborto soltanto entro limiti gestazionali molto precoci, in alcuni casi fino alla sesta settimana, quando spesso una donna non sa ancora di essere incinta. Al contrario, in dieci Stati non esiste un limite gestazionale stabilito dalla legge. Non avere un limite gestazionale scritto nella legge non equivale però ad avere un diritto incondizionato ad abortire in qualsiasi momento della gravidanza: nel caso del Massachusetts, la legge affida comunque al medico la valutazione sulla base del proprio giudizio professionale e "degli standard di cura".

Per controllare meglio sono andata sul sito istituzionale del Massachusetts, dove si legge:

“La legge modifica la normativa del Massachusetts sull’aborto consentendo ai medici di basarsi sul proprio giudizio professionale, nel rispetto degli standard di cura riconosciuti, quando praticano un aborto nelle fasi più avanzate della gravidanza. La norma ha l’obiettivo di garantire che le pazienti che ricevono diagnosi fetali devastanti, affrontano gravi complicazioni della gravidanza o altre situazioni mediche complesse possano ricevere cure tempestive senza inutili incertezze sul piano legale. Le pazienti interessate da queste situazioni stanno spesso vivendo gravidanze profondamente desiderate che improvvisamente diventano complesse dal punto di vista medico. Si tratta di famiglie che si sono preparate ad accogliere un figlio e che ricevono invece la notizia straziante che la gravidanza non è più vitale o che proseguirla comporterebbe gravi rischi per la salute. Con la legge precedente, alcune pazienti del Massachusetts erano state costrette a lasciare lo Stato per ricevere le cure necessarie, allontanandosi dai propri medici, dalla propria rete di sostegno e dai propri cari mentre affrontavano una delle esperienze più dolorose che si possano immaginare”.

Appunto, è il sito ufficiale dello Stato, non un blog qualsiasi. Andarlo a controllare non costa niente, soprattutto perché spiega molto bene qual è il nocciolo della questione.

Per evitare che una lista rigida, come era avvenuto fino a quel momento, lasciasse fuori situazioni gravi ma non espressamente previste, la nuova legge ha eliminato il riferimento a condizioni specifiche. È quindi un provvedimento volutamente più ampio, pensato proprio per evitare che casi medici complessi restino esclusi solo perché non rientrano perfettamente in una categoria prevista dalla legge. Questo non significa però che non sia chiaro il motivo per cui la legge è stata approvata: le stesse istituzioni del Massachusetts, come leggiamo poco sopra, la collegano esplicitamente alle gravidanze diventate medicalmente complesse, alle diagnosi fetali devastanti e alle gravi complicazioni emerse nelle fasi più avanzate.

Chiudo con il caso che meglio spiega perché il Massachusetts ha deciso di firmare questo provvedimento: quello di Kate Dineen, che alla 33esima settimana di una gravidanza molto desiderata scoprì che il feto, per un evento eccezionale, aveva avuto una grave emorragia cerebrale, una sorta di ictus in utero. Fino ad allora non c’erano mai stati problemi: le visite erano andate sempre molto bene, il bambino cresceva, le ecografie non avevano mai mostrato anomalie. I medici spiegarono a Dineen che era molto probabile che il bambino morisse in utero prima della nascita ma, se fosse sopravvissuto, avrebbe potuto avere disabilità gravissime, o vivere al massimo per poco tempo. Dineen e il marito, quindi, decisero di interrompere la gravidanza. Ma non hanno potuto farlo nel loro ospedale, nel loro Stato: secondo la legge del Massachusetts allora in vigore, dopo la 24esima settimana l’aborto era consentito solo in alcune condizioni molto precise, tra cui anomalie fetali letali. Ma che il bambino morisse, non era certo al 100%. I medici dissero quindi che non potevano fare nulla: e così, Dineen e il marito, in uno dei momenti più terribili della loro vita, hanno dovuto fare le valigie, contattare un ospedale in Maryland e partire. Una violenza che si sarebbe potuta evitare.

Di questo parliamo quando diciamo che in Massachusetts e in altri nove Stati non esiste più un limite gestazionale fissato per legge. Parliamone, ovviamente. Ma facciamolo sapendo come stanno davvero le cose.


Se se sei arrivata fino a qui, e se ricevi questa Newsletter, vuol dire che apprezzi il faro che cerchiamo di tenere sempre acceso sulle questioni di genere. Streghe è una newsletter gratuita, ma oggi voglio ricordarti che il nostro lavoro di approfondimento e divulgazione è possibile anche grazie al sostegno dei nostri abbonati. Fanpage.it è un giornale libero e indipendente: se vuoi sostenere il nostro lavoro puoi farlo abbonandoti qui. Grazie a chi lo ha fatto, e a chi lo farà. Per noi è molto importante.

Ciao!

Natascia Grbic

Immagine

Iscriviti a Streghe.
Entra a far parte del nostro Osservatorio sul patriarcato

Immagine

Femminicidi, misoginia e cultura dello stupro dominano la nostra società, intrisa di odio verso le donne. La "caccia alle streghe" non è un fenomeno così lontano nel tempo, perché tra istituzioni indifferenti e media inadeguati o complici, gli uomini continuano ad ammazzare le donne quando non riescono a dominarle.  È ora di accendere i nostri fuochi e indirizzarli dove non si voleva guardare: Streghe è il nostro Osservatorio sul patriarcato, il nostro impegno per cambiare il modo in cui si raccontano le storie alla base di una società costruita a misura di uomo.

[Altro]
Mostra tutto
api url views
Entra a far parte del nostro Osservatorio sul patriarcato
Crea un account su Fanpage.it e iscriviti alla newsletter Streghe
Immagine
Immagine

Streghe

Proseguendo dichiari di aver letto e compreso l'informativa privacy