Il presidente della Corte d'Assise di Bologna, Michele Leoni, nell'ambito del processo che vede imputato l'ex Nar Gilberto Cavallini per concorso nella strage del 2 agosto del 1980, nell’udienza odierna ha disposto un'ultima proroga di sessanta giorni per la perizia chimico-esplosivistica. Il prolungamento dell'esame è stato deciso anche per riesumare i resti di Maria Fresu, una delle 85 vittime della strage. Maria Fresu, all’epoca ventitreenne, morì insieme alla figlioletta Angela, di tre anni.

Le parole in aula di Gilberto Cavallini – Cavallini intanto ha ripreso la parola in aula per chiarire alcune dichiarazioni rese nella scorsa udienza: “Era evidente che non ho mai inteso e mai intenderò mancare di rispetto ai parenti delle vittime e al loro dolore. Certamente mai presenterò contro di loro denuncia". L’ex Nar ha spiegato che la sua denuncia "riguarderà eventualmente solo gli estensori della scheda Cavallini". La "scheda Cavallini" è una parte degli esposti presentati alla Procura del capoluogo emiliano dai legali dell'associazione dei familiari delle vittime dell'attentato alla stazione di Bologna. L'ex Nar ritiene che nella scheda vi siano "numerose falsità, calunnie e inesattezze" su di lui e sulle quali ha "tutto il diritto di replicare secondo la legge".

La replica del presidente dell'associazione dei familiari delle vittime – Replicando a Cavallini, il presidente dell'associazione dei familiari delle vittime Paolo Bolognesi ha invece affermato che "della sua solidarietà non me ne faccio assolutamente un baffo". Bolognesi ha criticato le parole dell'ex Nar spiegando che "uno fa questi discorsi di solidarietà poi ti dice che farà di tutto per arrivare alla verità, ma ammanta tutto con ‘non ricordo', ‘non so', ‘non mi viene'. D'accordo che sono passati 40 anni, ma parliamo della strage di Bologna e delle sue amicizie e conoscenze dell'epoca".