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Villaggio Leumann a Collegno: nel borgo operaio alle porte di Torino c’è una Chiesa unica al mondo in stile Liberty

Villaggio Leumann è un esempio di villaggio operaio della cittadina piemontese di Collegno (Torino). Ancora ci vivono delle famiglie ed è anche visitabile.
A cura di Giusy Dente
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Villaggio Leumann
Villaggio Leumann

Immaginate un borgo dove il tempo sembra essersi fermato, un angolo di Italia unico nel suo genere, che custodisce la memoria di un'epoca andata che qui però sembra ancora realtà. Ci troviamo al Villaggio Leumann della cittadina piemontese di Collegno, vicino Torino. Si trova in corso Francia 313. È un esempio di villaggio operaio, costruito tra il 1875 e il 1912, su una superficie di 72.000 metri quadrati. Decenni fa, il quartiere fu pensato come un microcosmo capace di tenere insieme vita sociale e quotidianità lavorativa. Simili organismi autosufficienti esistono anche in altre parti d'Italia: Borgo Olivetti di Ivrea, Crespi d'Adda (dichiarato patrimonio UNESCO), Schio. In tutti questi casi, c'è stata la volontà da parte di una famiglia di industriali del posto di agevolare gli operai, costruendo delle città che potessero risultare perfettamente funzionali per le loro esigenze, adattandosi ai loro ritmi e a quelle delle loro famiglie. Nel caso di Villaggio Leumann, fu un imprenditore di origine svizzera a dare avvio al progetto. Oltre a questo, viene ricordato per la Casa del Sole, una colonia profilattica a Rivoli, creata per combattere la tubercolosi.

La storia del Villaggio Leumann

Napoleone Leumann era il proprietario dell'azienda di famiglia, un cotonificio la cui sede fu trasferita da Voghera a Torino. Oltre ad ottimizzare e incrementare la produzione, il suo massimo interesse era il benessere dei dipendenti, la loro dignità. Era consapevole di quanto quest'ultimo aspetto fosse fondamentale, nell'ottica dei profitti. Avendo così a cuore il benessere fisico e morale dei lavoratori, la loro qualità di vita, chiese aiuto a Pietro Fenoglio per costruire la città che aveva in mente. Altre opere dell'architetto e ingegnere sono il Villino Raby, Villa Scott, Casa Fenoglio-Lafleur, tutti esempi di stile liberty.

Villaggio Leumann
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Il complesso comprendeva circa 60 edifici suddivisi in 120 alloggi con servizi igienici interni e giardino esterno condiviso: qui abitava tutta la manodopera del cotonificio. Tutt'intorno c'erano un asilo nido, una scuola elementare, bagni pubblici, un ufficio postale, una stazione ferroviaria: insomma, tutto il necessario per una vita comoda. Gli adulti in fabbrica, i bambini a scuola: questa era la struttura base, un modo per garantire dignità economica ma al tempo stesso anche unità, identità, per promuovere un senso di collettività. Nonostante Leumann fosse calvinista, fece costrurire su espressa richiesta della comunità anche la Chiesa di Santa Elisabetta: fu l'ultimo progetto di Fenoglio ed è uno delle pochi edifici sacri al mondo realizzati in stile Liberty.

Villaggio Leumann
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La chiusura del cotonificio negli anni Settanta non decretò la fine del Villaggio, grazie alla lungimiranza del Comune di Collegno, che si impegnò a salvarlo dalla speculazione edilizia e a mantenerlo intatto, preservandolo fino ai giorni nostri. È infatti ancora in perfette condizioni, identico a decenni fa, salvo alcuni edifici che sono stati riconvertiti. Dalle formelle in ceramica sulle finestre au ferri battuti decorativi sulle porte fino alle pitture ornamentali sotto i tetti, tutto rimanda visivamente allo stile Art Nouveau.

Villaggio Leumann
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Il Villaggio mantiene anche la sua funzione residenziale originaria: ci vivono un centinaio di famiglie ed è visitabile gratuitamente. Il tour autonomo è agevolato dalla LeumAPP, strutturata proprio per addentrarsi tra edifici e strade scoprendone tutti i dettagli, i segreti, la storia. Si tengono inoltre dei tour guidati solitamente ogni prima domenica del mese, su prenotazione. Vengono anche organizzati eventi. Il 10 aprile, per esempio, è in programma lo spettacolo a cura di Borgatta's Family "Monce – Una fabbrica, una comunità", per immergersi completamente nella storia del Villaggio.

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