Si chiama Japanese Cheesecake perché “Biscotti nello Yogurt” suonava male: e ha funzionato

Impossibile aprire i social in questi giorni senza imbattersi nella ricetta del momento, la più virale, la più replicata, la più copiata, assoluta protagonista di colazioni e merende: la Japanese Cheesecake o Cheesecake Giapponese. Il nome è un po' una forzatura, eppure ha funzionato: in effetti è difficile dire cosa abbia della cheesecake, a parte la presenza dello yogurt. Sull'altro fronte, pare invece che il trend si sia sviluppato proprio in Giappone, estendendosi poi a macchia d'olio ovunque. Ma la dicitura è solo uno dei motivi del successo di questo trend, che ha mandato letteralmente in tilt i social, monopolizzandoli. Non c'è food blogger che non l'abbia proposta, non c'è appassionato di cucina che non abbia condiviso la sua versione. Un po' come era successo con la Dubai Chocolate al pistacchio oppure con il Dirty Coffee a base di latte e caffè: periodicamente ne esce fuori una!
Dire che si tratta di una ricetta di facile esecuzione è dire poco e sicuramente la semplicità è un altro dei fattori che ha contribuito alla viralità del trend. Prevede solo tre ingredienti: yogurt, biscotti e caffé. Il procedimento non metterebbe in crisi neppure la persona più ostile alla cucina, visto che non c'è cottura, non prevede chissà quale tecnica di esecuzione, non serve manualità e non è necessario neppure pesare gli ingredienti. Per preparare la Japanese Cheesecake, infatti, è sufficiente inzuppare i biscotti nel caffè e poi infilarli verticalmente nello yogurt, senza neppure sporcare tazze i bicchieri: si fa direttamente nel vasetto di plastica, riempiendolo fino all'orlo. Velocissimo, insomma. Poi bisogna pazientemente aspettare, dai 30 minuti in su: c'è chi fa riposare la Cheesecake Giapponese in frigo anche tutta la notte. Questa accortezza è fondamentale, perché è proprio col riposo che i biscotti assorbiranno l'umidità dello yogurt e diventeranno morbidi al cucchiaio, dando un sapore dolce allo yogurt solitamente acidulo.

E qui entra in gioco il terzo elemento: la personalizzazione. Un altro motivo del successo sta proprio nel fatto di poter facilmente dare un tocco personale alla ricetta, creando comunque un'alternativa, una propria proposta diversa dalle altre. Infatti ognuno ha utilizzato i propri biscotti preferiti, poi c'è chi ha cambiato tipologia di yogurt, chi ha spolverizzato del cacao in superficie, chi ha aggiunto dei topping cioccolatosi o frutta fresca. L'occhio quando si mangia vuole la sua parte, infatti non si può considerare anche l'aspetto estetico: è una ricetta gradevole alla vista, invitante nonostante la sua semplicità che invoglia a prendere un cucchiaio e fare un assaggio del composto cremoso che viene fuori.
Ovviamente, questi fattori nulla hanno a che vedere con l'elemento forse più importante a telefono spento, al di là del social: ossia la validità di quella ricetta dal punto di vista nutrizionale. Qualcuno esagera decisamente con le dosi rendendo difficile pensare che si possa considerare una ricetta fit o light. Queste due parole sono ripetute quasi ossessivamente sui social: è gara a chi fa la ricetta più "dietetica", con meno grassi, più saziante. A differenza di anni fa, quando venivano proposte diete molto restrittive, con tante rinunce, oggi l'approccio è orientato a una non demonizzazione degli alimenti, a un'educazione alimentare basata sulla giusta misura, sull'equilibrio, su scelte salutari ma al tempo stesso soddisfacenti. Ecco perché è frequente imbattersi in ricette che coniugano la parte "estetica" con quella nutrizionale, ricette buone e al tempo stesso bilanciate. Distinguere queste da quelle che sono solo un trend per fare visualizzazioni, non sempre è facile. In questo caso per esempio, c'è chi esagera con le dosi infilando anche 10 biscotti (non proprio leggeri) dentro lo yogurt. Le quantità, invece, possono fare la differenza nel corretto bilanciamento dei nutrienti.
Nulla di innovativo comunque. È anzi possibile che chiunque abbia provato nella cucina di casa propria questa combinazione, semplicemente ispirato dall'idea di mescolare gli ingredienti base della propria colazione. Se mi piacciono il caffè, i biscotti e lo yogurt mangiati separatamente, perché non dovrebbero piacermi messi tutti insieme? Ma finché la cosa rimane confinata nell'intimità della propria abitazione, non fa like. Invece mostrarla a più persone possibile significa fare comunità, sentirsi parte di qualcosa. Se tutti lo fanno, se è "socialmente accettato" inzuppare i biscotti nello yogurt perché non farlo vedere su larga scala? In fondo siamo comunque tutti un po' vittime della FOMO: odiamo essere fuori dall'argomento del momento, dobbiamo partecipare alla discussione. Ecco perché sorge l'esigenza di aderire al trend, contribuendo alla sua viralità e alimentando il loop: non sopportiamo l'idea di perderci questo pezzo di vita social.