Sanremo omaggia Pippo Baudo: il significato dell’installazione luminosa all’Ariston

Dire Sanremo significa dire Pippo Baudo. La storia del Festival si intreccia con la carriera decennale del popolare e amatissimo conduttore, morto questa estate. Nei cuori di tutti, lui resta il volto simbolo della tv italiana e vanta ben 13 presenze alla kermesse in veste di presentatore. È colui che ha condotto più edizioni della gara canora, un record: la prima volta nel 1968 e l'ultima nel 2008. L'edizione 2026 del Festival di Sanremo è la numero 76 e non potrà che svolgersi nel ricordo di Pippo Baudo, che così tanto ha dato professionalmente e umanamente all'evento. Carlo Conti e Laura Pausini si sono commossi parlando di lui in conferenza stampa. Ma a Sanremo si è voluto fare di più: si è voluto portare qualcosa di concreto, che ricordasse il conduttore.
Ecco quindi che ha fatto la sua comparsa proprio al Teatro Ariston un'installazione luminosa in suo onore. È stata inaugurata in presenza di Carlo Conti, che gli ha dedicato questo suo ultimo Festival di Sanremo. C'erano anche i figli del conduttore scomparso ad agosto, Tiziana e Alessandro. L'opera è stata realizzata da Marco Lodola e ritrae la sagoma di Baudo con le braccia aperte. Indossa un completo con la cravatta e non poteva essere altrimenti! Era un uomo elegante e dallo stile impeccabile. Pippo Baudo sapeva quanta responsabilità avesse nell'accompagnare i telespettatori durante un programma: significava entrare nelle loro case, nella loro intimità domestica e lo ha sempre fatto con garbo ed educazione, a cominciare dal look.

Ecco perché ha sempre indossato la cravatta, a volte sostituita con un altrettanto elegante papillon: era il suo personale dress code da presentatore, il suo modo per dare solennità al momento, per dargli valore. Quella formalità e quel rigore servivano a far sentire al sicuro il telespettatore, a metterlo a proprio agio facendolo sentire importante. Il gesto delle braccia aperte è simbolico, difatti in basso ci sono delle persone: è il pubblico di Pippo Baudo, quel pubblico che lo ha percepito come "uno di casa" per decenni. Quando Pippo Baudo appariva, riusciva a parlare a tutti: era proprio come se la sua conduzione fosse un grande abbraccio rassicurante, che univa le persone, lo stesso abbraccio che ha voluto immortalare l'artista.
Marco Lodola è originario di Pavia e dal 1983 espone le sue opere praticamente ovunque. Suo è il manifesto per le Olimpiadi invernali di Torino nel 2006, ha firmato le scenografie di diversi film, in giro per le città del mondo ci sono le sue installazioni e le sue sculture. Le sue sagome luminose, in particolare, sono inconfondibili. Sono realizzate in plexiglas, illuminate internamente con neon e tubi: vanta una sconfinata produzione di questo tipo. Le fonti di ispirazioni arrivano dal cinema, dalla cultura di massa, dalla tv. Alkla lunga collezione si aggiunge ora anche quella per Pippo Baudo.