Ryanair, i bracciolo centrali diventano a pagamento? È solo una strategia di shitposting
Ryanair è una delle compagnie aeree low-cost più famose d'Europa e, complici i prezzi stracciati che propone praticamente in ogni stagione, registra milioni di viaggiatori all'anno. Spesso, però, in molti si lamentano del fatto che qualsiasi extra è a pagamento, dal trolley da riporre in cappelliera alla scelta della poltrona. Di recente, inoltre, sulla pagina social ufficiale dell'azienda è comparso un post in cui si parlava dei braccioli centrali, proposti a 2,99 euro per un gomito e a 4,99 euro per due, di cosa si tratta? Di una precisa strategia di marketing chiamata shitposting.
Il post di Ryanair sui prezzi per usufruire dei braccioli centrali
Dopo le recenti modifiche introdotte sul check-in per i bagagli da stiva, Ryanair sul profilo social ufficiale ha pubblicato un post che ha lasciato di stucco i suoi clienti: "Nuovo servizio Ryanair: il bracciolo centrale. 2,99€ per un gomito, 4,99€ per due, lasciando intendere che si trattasse di un nuovo servizio offerto con il pagamento di un piccolo extra.

La verità, però, è ben diversa: l'azienda non ha introdotto nessun sovrapprezzo per regolare la questione del bracciolo centrale, in realtà ha messo in atto solo una precisa strategia di marketing basata sulle provocazioni. Scorrendo i recenti post, infatti, si scopre che non è la prima volta che utilizza questa pratica, anzi, solo un giorno fa aveva proposto il pagamento di 2 euro per l'utilizzo del bagno.

Cos'è la strategia di shitposting
La strategia di marketing utilizzata da Ryanair sui social si chiama shitposting e si basa sull'ironia e sulle provocazioni senza filtri. Consapevole del fatto che i costi degli extra generano non poche critiche tra i clienti, l'azienda ha deciso di affrontare la questione in modo non tradizionale, cosa significa? Che invece di offrire le classiche scuse formali, prende in giro i suoi difetti, dalle rigide regole sui bagagli ai sedili stretti. I post ironici sembrano essere scritti da un utente qualunque e non da una multinazionale, tanto che addirittura alle lamentele dei clienti spesso si risponde con meme e battute. L'obiettivo? Sdrammatizzare le polemiche e generare interazioni con il pubblico, coinvolgendo anche i più giovani.
