Riemerge dal Danubio un reperto romano di 2000 anni fa: dove si trova il Ponte di Costantino e come visitarlo

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Ponte di Costantino, Bulgaria
L’abbassamento del livello del Danubio ha fatto riemergere un importante reperto archeologico: il ponte di Costantino. Situato tra Romania e Bulgaria, si tratta di un’imponente struttura di quasi 2000 anni fa risalente all’epoca romana: ecco come ripercorrere le sue tracce.

Una recente scoperta del Museo storico regionale di Pleven ha conquistato l’opinione pubblica per uno dei più straordinari esempi di ingegneria dell’antichità. A causa dei livelli eccezionalmente bassi del Danubio, aggravati dalla siccità e dalle ondate di calore che quest’estate hanno colpito diverse aree d’Europa, nei pressi del villaggio di Gigen, nella Bulgaria settentrionale, sono tornate visibili alcune parti dell’antico Ponte di Costantino. Voluto dall’imperatore Costantino I e inaugurato nel 328 d.C., il ponte attraversava il Danubio collegando la città romana di Ulpia Oescus, nell’attuale Bulgaria, con Sucidava, nell’odierna Romania. Con i suoi oltre due chilometri di lunghezza, era una delle più ambiziose opere di ingegneria dell’Impero romano, anche se ebbe una vita relativamente breve: si ritiene che sia stato in gran parte distrutto intorno al 367 d.C. Oggi il ponte non è un’attrazione turistica visitabile fisicamente, ma le due sponde che collegava raccontano ancora la storia di questo reperto archeologico tra i territori dell’Impero: ecco dove andare per scoprirne le tracce.

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Ponte di Costantino, Gigen

La scoperta: un ponte di quasi 2000 anni

A quasi 1700 anni dalla sua inaugurazione, il Ponte di Costantino è tornato a mostrarsi sul Danubio. Il fenomeno è stato reso possibile dall’eccezionale abbassamento del livello del fiume: la siccità che sta interessando diverse zone d’Europa e le ripetute ondate di calore dell’estate 2026 hanno portato il Danubio a livelli insolitamente bassi, lasciando emergere alcune delle parti della struttura nei pressi del villaggio bulgaro di Gigen. Il team del Museo storico regionale di Pleven ha potuto fotografare e documentare dall’alto i resti con l’utilizzo di droni, ricostruendo il tracciato delle fondazioni e valutandone lo stato di conservazione.

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Ponte di Costantino, 328 d.C.

Il ponte fu voluto dall’imperatore Costantino I e inaugurato nel 328 d.C., in un momento in cui il Danubio rappresentava uno dei grandi confini dell’Impero romano. Collegava Ulpia Oescus, importante città romana sulla sponda meridionale del fiume, con Sucidava, sulla sponda opposta, nell’attuale Romania. La struttura, che superava i due chilometri di lunghezza, era composta da pilastri in muratura e da una carreggiata di legno, ed era una delle opere più importanti mai realizzate dai Romani per attraversare il grande fiume. Nonostante la sua imponenza però, la sua storia fu breve. Dopo circa 40 anni, il ponte sarebbe stato in gran parte distrutto, intorno al 367 d.C. Da allora le sue rovine sono rimaste nascoste sotto le acque del Danubio.

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Ponte di Costantino

Come visitare il Ponte di Costantino

Per vedere oggi le tracce del Ponte di Costantino bisogna spostarsi lungo le due sponde del Danubio, tra Bulgaria e Romania. Sul lato bulgaro il punto di riferimento è il villaggio di Gigen, nel distretto di Pleven, dove si trovano i resti dell’antica città romana di Ulpia Oescus. Il sito archeologico permette di camminare tra le rovine della città che rappresentava una delle estremità del ponte e di immaginare il percorso che un tempo conduceva verso l’altra sponda del fiume. Dall’altra parte del Danubio si trova invece Sucidava, oggi parte della città romena di Corabia. Qui è possibile visitare i resti della fortezza romana e completare il viaggio immaginario sulle tracce dell’antico ponte. Oltre a visitare il sito archeologico di Sucidava, che è aperto dal martedì alla domenica dalle 09 alle 18, è possibile visitare a Corabia anche il Museo di Archeologia ed Etnografia, dove si trovano i reperti legati alla storia della zona.

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Rovine della fortezza di Sucidava, Romania
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