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Perché Polyaigos, l’isola fantasma delle Cicladi, è il luogo da visitare quest’estate

Polyaigos è un’isola disabitata nel cuore delle Cicladi che regala baie nascoste, mare cristallino e una natura protetta: piccolo paradiso in terra, conserva uno degli angoli più incontaminati della Grecia.
Faro bay, Polyaigos isola, delle Cicladi, Grecia
Faro bay, Polyaigos isola, delle Cicladi, Grecia

La Grecia è da sempre una delle mete estive più amate dagli italiani e non solo. In particolare, le Cicladi offrono uno dei panorami più iconici con le casette bianche, il mare cristallino e delle spiagge assolutamente incontaminate. Nasso, Paro, Santorini, Mykonos: sono tutte destinazioni che attirano ogni anni moltissimi turisti in cerca di una vacanza all'insegna del relax, della scoperta e della storia. Certo, negli ultimi anni questi luoghi hanno subito un'impennata di prenotazioni e sono state segnate da un grande overtourism. C'è però una delle Cicladi del mare Egeo che è ancora poco conosciuta: l'isola Polyaigos, situata tra Milos e Kimolos. È conosciuta anche come l'isola fantasma, perché è completamente disabitata e anche in passato ha raggiunto al massimo un centinaio di abitanti. Probabilmente proprio per questo motivo, è un vero e proprio paradiso in terra, visitabile facendo escursioni e trekking.

Polyaigos, l'isola fantasma

Mare caraibico, coste frastagliate, sabbia finissima: Polyaigos è un vero paradiso e con i suoi 18 km² di superficie è l'isola disabitata più grande del Mare Egeo. Il suo nome deriva dal greco Polyagos, che significa letteralmente molte capre, un riferimento diretto al paesaggio aspro e quasi inaccessibile che per secoli è stato abitato soprattutto da questi animali, impavidi scalatori di rocce. Lontana dal turismo di massa, l’isola è oggi parte della rete Natura 2000 grazie alla presenza di specie rare e a una biodiversità rimasta intatta proprio per la scarsissima presenza umana. Gran parte del territorio è di origine vulcanica e il paesaggio alterna pareti bianchissime a striature minerali che si tingono di sfumature chiare, creando alcuni degli scenari più suggestivi della Grecia. Per lungo tempo l’estrazione mineraria ha rappresentato una piccola attività economica locale, lasciando ancora oggi tracce nella conformazione del territorio.

Isola Polyaigos
Isola Polyaigos

Nel cuore di questo scenario selvaggio sorge anche la Chiesa della Kimissis Theotokou, dedicata alla Vergine e costruita nel 1622. Considerata il centro spirituale dell’isola, richiama ogni anno, a metà agosto, numerosi fedeli in occasione della festa religiosa della Panaghia. Ma Polyaigos è soprattutto un paradiso di piccole baie nascoste e riparate che si raggiungono principalmente via mare. Tra le più amate c’è Mersini, divisa in Ano Mersini e Kato Mersini, una spiaggia caratterizzata da acque turchesi e sabbia chiara che crea un forte contrasto con le scogliere. Molto apprezzata è anche Chochlakia, ribattezzata da molti visitatori Blue Bay per le tonalità intense dell’acqua in questo punto. Tra gli angoli più spettacolari dell’isola ci sono anche le grotte marine, modellate nel tempo dal vento e dalle onde. Tra queste, la Fanara Cave si distingue per le grandi aperture nella roccia e per i riflessi che l’acqua proietta sulle pareti interne, mentre le grotte di Diamantospili offrono uno scenario più selvaggio e suggestivo.

Polyaigos, Cicladi
Polyaigos, Cicladi

La ricchezza di Polyaigos

L’assenza di grandi flussi turistici ha permesso alla natura dell’isola di svilupparsi quasi indisturbata. Polyaigos custodisce infatti un ecosistema davvero ricchissimo, considerato tra i più integri dell’intero arcipelago delle Cicladi. Le grotte e le coste rocciose ospitano la foca monaca mediterranea, una delle specie marine più rare e minacciate al mondo. Nei cieli dell’isola è inoltre possibile osservare numerosi rapaci e il gabbiano corso, mentre tra le rocce trovano rifugio specie come lucertole blu e vipere.

Come visitarla tra escursioni e trekking

Nonostante sia disabitata, Polyaigos può essere visitata facilmente organizzando escursioni giornaliere dalle isole vicine. L’idea più comune è soggiornare per una settimana a Milos o a Kimolos e dedicare una o più giornate alla scoperta di questo piccolo paradiso. La maggior parte delle imbarcazioni parte dal porto di Psathi, a Kimolos, ma sono disponibili tour organizzati anche da Milos. Ogni visita può offrire un’esperienza diversa: il mare cambia colore in base alla luce, alcune baie appaiono quasi deserte e altre diventano punti ideali per fare snorkeling e nuotare.

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