Le guerre stanno condizionando il modo di viaggiare: l’elenco della Farnesina su mete sicure e a rischio

Negli ultimi anni, e più recentemente anche nelle ultime settimane, la geopolitica è tornata a pesare anche sulle scelte di chi viaggia. Le tensioni in Medio Oriente, con l’escalation tra Iran, Israele e Stati Uniti, la situazione umanitaria drammatica nella Striscia di Gaza e la crescente instabilità in paesi come Libano e Cisgiordania, stanno cambiando la percezione di sicurezza di alcune aree del mondo e, di conseguenza, le rotte del turismo internazionale. A questo si aggiunge un conflitto ormai entrato nel suo terzo anno, quello tra Russia e Ucraina, che continua a rendere impraticabili intere regioni dell’Europa orientale. Le conseguenze non riguardano solo i Paesi direttamente coinvolti, ma influenzano anche la logistica dei viaggi, con spazi aerei chiusi, voli cancellati e collegamenti deviati. Il Medio Oriente, in particolare, è uno dei principali punti di collegamento aereo tra Europa e Asia e ogni escalation militare può avere effetti a catena sulle rotte globali e sui tempi di percorrenza dei voli intercontinentali, come nel caso di Dubai, dove da dopo gli attacchi non è più possibile fare scalo e molte persone sono rimaste bloccate in aeroporto. In questo contesto sempre più problematico e instabile, il governo italiano e gli operatori turistici invitano i viaggiatori a informarsi attraverso fonti ufficiali come il portale della Farnesina Viaggiare Sicuri, che monitora costantemente i Paesi a rischio.
Quali sono i paesi più a rischio
La Farnesina sta fornendo indicazioni precise sui paesi da evitare, che sono principalmente quelli coinvolti in prima linea dalle tensioni. L'Iran è ovviamente la principale meta da evitare in questo momento, il governo invita gli italiani sul territorio a lasciare il paese via terra, valutando l'apertura dei confini alle frontiere vicine come Azerbaijan, Turchia, Turkmenistan e Armenia. Anche Libano, Iraq, Cisgiordania e Israele sono sconsigliate dalla Farnesina, che invita i cittadini italiani a rimandare eventuali viaggi. Per capire meglio le indicazioni del governo e come muoversi o organizzare gli spostamenti, Fanpage si è rivolto a chi i viaggi in queste mete li organizza, come Stefano Arossa, Commercial Regional Manager di WeRoad: "Vanno sicuramente evitate le mete direttamente impattate, come Oman, Qatar e Emirati Arabi, così come tutte le altre destinazioni sconsigliate dalla Farnesina. Noi abbiamo già annullato i viaggi delle prossime settimane in questi luoghi e, per i prossimi mesi, valuteremo attentamente in base all'evolversi della situazione".
Le mete più sicure
In un contesto di guerre e situazioni politiche instabili in molte parti del mondo, chi viaggia potrebbe chiedersi se esistono ancora delle mete praticabili e sicure. Gli esperti di viaggio spiegano che la situazione attuale dipende molto dalla specifica compagnia aerea e dai voli disponibili e che la guerra non comporta in modo automatico l'esclusione di mete come Thailandia o Giappone, per le quali è spesso necessario fare scalo nei Paesi del Golfo. Anche se l'impatto dovrebbe rimanere limitato ad una singola area, resta comunque il fatto che per il momento, vista la situazione attuale, è preferibile scegliere voli diretti o con scali in Europa, quando possibile. Viaggiare nei paesi non impattati direttamente dalla guerra sembra essere ancora sicuro per il momento, ma oltre alla situazione in Iran e in Medio Oriente rimane comunque importante evitare mete che hanno situazioni politiche instabili. In questo senso, Stefano Arossa di WeRoad ci ha spiegato come loro scelgono le mete sicure e cosa hanno notato negli ultimi tempi: "Guardiamo alla facilità con cui si può raggiungere un posto: quali posti prevedono voli diretti o scali rapidi in Europa. Quello che stiamo osservando negli ultimi giorni è un aumento di interesse su mete a corto raggio, come l'Islanda, la Penisola Iberica o il Marocco, specialmente sfruttando anche i viaggi più brevi come i weekend o i viaggi da 4-5 giorni; e anche un forte interesse nei confronti di mete sudamericane come il Perù o nordamericane come il Canada". Ad ogni modo le compagnie che organizzano viaggi consigliano tutte di consultare costantemente le informazioni e affidarsi a mani esperte: partire con un'organizzazione offre sempre delle garanzie in più, permette di essere seguiti, aggiornati e supportati in caso di emergenza.
Le alternative agli scali aerei nei paesi del Golfo
Per chi vuole andare nei paesi asiatici come Giappone, Thailandia e Bali la risposta ufficiale è che sì, è ancora possibile. Cambia però la rotta del volo per raggiungere le città più iconiche dell'Asia, esiste infatti un corridoio assolutamente praticabile, con delle riserve ovviamente: bisogna sorvolare la Russia. Da quando Ucraina e Russia sono in guerra, quest'ultima ha deciso di chiudere lo spazio aereo a tutti i 27 paesi europei, oltre che a USA, UK, ma non alla Cina o alla Turchia. Ecco perché scegliendo compagnie aree cinesi, come Air China, China Southern o China Eastern, e la Turkish Airlines si può arrivare in Asia evitando le zone più calde del conflitto in Medio Oriente, oltre che di restare bloccati durante scali o deviazioni. In questi casi, infatti, vengono usati hub come l'aeroporto di Shangai-Pudong, Pechino o Istanbul. Per chi invece preferisce le compagnie europee, è possibile spostarsi raggiungendo gli aeroporti di Londra o Parigi, da dove partono poi voli diretti verso l'Asia, della durata di circa 9-10 ore.