I castelli dove sono nate le storie d’amore più belle: 3 luoghi romantici da visitare in Italia a febbraio

San Valentino è ormai alle porte e, nonostante ormai per la maggior parte delle persone si tratti più che altro di una festa commerciale, celebrare l'amore non fa mai male, se fatto in modo autentico. E quale paese potrebbe essere più romantico dell'Italia? Tra dolce vita, arte, panorami mozzafiato e patrimonio storico, ogni angolo della penisola è un microcosmo perfetto per innamorarsi. Più di tutto, la storia italiana è costellata di amori tragici, drammi e a volte anche lieto fine e, in questo senso, i numerosi castelli presenti nel paese ne sono la prova tangibile. Dal famoso castello di Paolo e Francesca, a quello con la storia più tragica di tutte, abbiamo selezionato i 3 castelli più romantici d'Italia, quelli da visitare almeno una volta nella vita.
Il Castello di Torrechiara
Situato nel comune di Langhirano, vicino a Parla, il Castello di Torrechiara è stato dichiarato nel 1911 monumento nazionale italiano ed è tutelato dal Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo per le sue incredibili stanze. Il castello, fondato dal conte Pier Maria Rossi, è stato costruito tra il 1448 e il 1460 sopra una fortezza medievale già esistente e come struttura difensiva; a questa funzione sono dovute le tre cerchia di mura e le quattro torri angolari, oltre che due ponti levatoi andati però distrutti. Ma quello che rende questo castello speciale è la storia d’amore che ha preso vita tra le sue mura. I due protagonisti di questo amore sono l’illustre conte Pier Maria Rossi, e Bianca Pellegrini, nobildonna dama di compagnia della duchessa Bianca Maria Visconti.

Bianca è giovane, bella, incantevole; Pier Maria è un umanista, intellettuale e valido guerriero. Entrambi sono sposati, ma da quando si conoscono a Milano nasce una passione incontrollabile, non riescono a stare lontani l’uno dall’altra. Proprio per questo, Pier Maria decide di costruire il castello, per celebrare il loro amore e vedersi in tranquillità: il Castello di Torrechiara è allora costruito in onore di Bianca. Un amore straordinario quello dei due nobili, secondo la leggenda quando si visita il castello si possono ancora sentire gli innamorati cercarsi tra le stanze del loro rifugio segreto. A testimoniare e celebrare questa passione è rimasta la Camera d’oro, la camera da letto dei due amanti, completamente ricoperta di affreschi che raccontano il loro amore: i dipinti, creati da Benedetto Bembo, mostrano le scene più romantiche e intime di Pier Maria e Bianca e culminano con la scritta “Nunc et semper” (ora e per sempre).
Il Castello di Miramare
Elegante edificio di color bianco, il castello di Miramare sorge sul promontorio di Grignano, a pochi chilometri da Trieste. Costruito tra il 1856 e il 1860 dall’ingegnere Carl Junker, che usò lo stile eclettico di moda all’epoca, il Castello di Miramare era pensato come nido d’amore per l’arciduca Massimiliano d’Asburgo e sua moglie, la principessa Carlotta del Belgio, una delle coppie più felici dell’epoca.

Tuttavia, ben presto da dimora romantica e luogo di idillio, il Castello di Miramare si trasformò in un vero e proprio teatro di una tragedia: Massimiliano venne infatti fucilato in Messico nel 1867 dopo una disastrosa avventura imperiale, mentre Carlotta, impazzita per il dolore, fu rinchiusa prima di tornare in Belgio, dando origine alla leggenda della maledizione di Miramare. Il destino sfortunato della coppia innamorata ha alimentato la leggenda secondo cui chiunque soggiorni nel castello sia destinato a una morte tragica e prematura, lontano dalla famiglia e dalla patria.

Il castello di Gradara
"Amor, ch’a nullo amato amar perdona, mi prese del costui piacer sì forte, che, come vedi, ancor non m’abbandona." (Divina Commedia, Inferno, Canto V, 100-107)
Sicuramente tra le storie d’amore più conosciute d’Italia, quella che ebbe luogo nel castello di Gradara è forse anche la più triste. Il Castello di Gradara sorge su un colle al confine tra Marche e Romagna, si trova in una posizione strategica controllando per secoli i traffici tra Rimini e Pesaro; le sue mura merlate del XII secolo, tra le meglio conservate d’Italia, lo trasformano in una roccaforte imponente ma anche in una residenza signorile. Dietro la pietra ruvida e le sale affrescate aleggia però una storia che ha poco di militare e molto di umano.

È qui che la tradizione colloca l’amore tragico di Paolo Malatesta e Francesca da Polenta, cognata e cognato, sorpresi mentre leggono insieme la storia di Lancillotto e Ginevra e, in quel momento sospeso tra letteratura e desiderio, travolti da un sentimento proibito. La leggenda vuole che proprio tra queste stanze, Gianciotto li colga e li uccida, consegnandoli per sempre al mito. Dante li renderà poi immortali nel quinto canto dell’Inferno, trascinati dal vento come furono trascinati dalla passione e da allora Gradara non è soltanto un castello medievale, ma un luogo in cui l’architettura sembra custodire un sussurro, una memoria d’amore che continua a vibrare tra le sue mura.