Giappone ancora vittima dell’overtourism: la città di Fujiyoshida annulla il festival dei fiori di ciliegio

In un momento in cui il turismo verso il Giappone tocca numeri record, la città di Fujiyoshida, ai piedi del Monte Fuji, ha preso una decisione senza precedenti: cancellare il suo celebre festival dei ciliegi in fiore, il Sakura Matsuri. L’evento, che negli ultimi dieci anni aveva trasformato la primavera della città in una delle attrazioni più popolari per visitatori da tutto il mondo, non si terrà nel 2026. Secondo le autorità, l’ondata di turisti ha superato la capacità dell’area e minaccia seriamente la qualità della vita dei residenti. Dietro questa scelta si legge non solo il tentativo di difendere usi e tradizioni locali, ma anche l’ammissione che l’overtourism è diventato ormai un problema serio in Giappone (e non solo).
Fujiyoshida e il tramonto di un festival simbolo
Il festival dei ciliegi di Fujiyoshida nasceva circa dieci anni fa come celebrazione della famosa fioritura dei ciliegi sakura e per mettere in luce uno degli scorci più iconici del Giappone: i petali rosa dei ciliegi con il Monte Fuji e la pagoda Chureito sullo sfondo. Ogni primavera, migliaia di persone si accalcavano ad Arakurayama Sengen Park per partecipare alle attività, ammirare le fioriture e fare fotografie suggestive, diventate poi virali sui social. Nel corso degli anni però, la popolarità dell’evento è cresciuta in modo esponenziale, arrivando ad attirare circa 200mila visitatori annuali, con picchi quotidiani che superano i 10000 persone nei periodi di maggior afflusso. Questo overtourism ha messo a dura prova la città e, soprattutto, la pazienza dei giapponesi. Tra traffico bloccato, spazzatura abbandonata ovunque, comportamenti incivili come l’ingresso in proprietà private per usare i servizi igienici e persino casi di persone che hanno defecato nei giardini delle abitazioni, è cresciuta la percezione di una crisi che andava oltre il semplice malcontento per le troppe persone. Secondo il sindaco di Fujiyoshida, Shigeru Horiuchi, dietro la facciata dei bellissimi ciliegi in fiore, si nasconde una realtà ben più complicata, che minaccia il benessere della popolazione, oltre che della tradizione. Proprio per questo motivo è stata presa la decisione di annullare il festival: dignità e benessere della comunità devono avere la priorità ed essere preservati.
Overtourism in Giappone: un fenomeno incontrollabile
La cancellazione del festival di Fujiyoshida è l’ultimo esempio di come il Giappone stia lottando con le conseguenze di un afflusso turistico senza precedenti. Nel 2025 il Paese ha accolto oltre 42 milioni di visitatori internazionali, superando i record del 2024, per via dalla crescente popolarità sui social di luoghi "instagrammabili" come Kyoto, Tokyo e appunto il Monte Fuji. Questa esplosione di turismo ha sollevato critiche crescenti per comportamenti irrispettosi nei confronti delle comunità locali e delle tradizioni culturali, con turisti che ignorano le regole di educazione in luoghi storici. In diverse località, le amministrazioni sono state costrette a introdurre limiti di accesso, tariffe d’ingresso, e persino barriere fisiche per dissuadere i visitatori più invadenti. L’esperienza di Fujiyoshida, con la triste scelta di annullare un evento tanto amato, fa sorgere una domanda spontanea: sarà possibile in futuro tornare ad avere un equilibrio tra turismo e rispetto delle tradizioni e delle persone locali?